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Palomba (Idv): "Sanità, ridurre i tempi degli interventi"

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VASTO – “Mettere in campo progetti, tra l’altro già sperimentati altrove, dunque solo da copiare, che consentirebbero di intervenire efficacemente per limitare i tempi di attesa degli interventi chirurgici, riducendo contestualmente  il numero ed i costi delle operazioni di cataratta”.

Lo chiede Paolo Palomba, consigliere regionale dell’Italia dei valori.

“L’invecchiamento demografico è un fattore che interessa tutte le società sviluppate e comporterà inevitabilmente, nei prossimi decenni, un aggravamento delle criticità sociali e un aumento della spesa sanitaria. – spiega Paolo Palomba – In Abruzzo, gli anziani costituiscono una percentuale rilevante della popolazione (circa il 23%, dati ISTAT 2009) e la loro inclusione sociale è un diritto primario e fondamentale.

Un diritto, però, che si scontra con le lunghissime liste di attesa per intervenire su patologie tipiche dell’età, come la cataratta, i reumatismi, le disfunzioni muscolo-scheletriche. In particolar modo per gli interventi di cataratta, anche nei casi in cui è fondamentale intervenire tempestivamente, i tempi di attesa effettivi sono molto lunghi, addirittura di mesi.

Il Settore Sanità della Regione Abruzzo, attraverso uno studio dell’Osservatorio epidemiologico, può occuparsi di definire una correlazione tra la patologia della cataratta e l’età dei cittadini abruzzesi, ma soprattutto può mettere in campo progetti già sperimentati altrove e che consentirebbero di intervenire efficacemente per limitare i tempi di attesa, riducendo il numero ed i costi delle operazioni di cataratta.

Altre Regioni, in particolare l’Emilia-Romagna, hanno sviluppato uno score di priorità per l’accesso all’intervento di chirurgia della cataratta, basato sull’appropriatezza dei casi trattati e sulla durata dei singoli tempi d’attesa. I risultati ottenuti evidenziano come l’uso di un punteggio di priorità potrebbe portare a una riduzione dei tempi di attesa (compresa tra il 27% e il 9%) per i pazienti con priorità clinica più alta, senza penalizzare i casi più lievi”.

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