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"Film festival,stantìo teatrino di provincia"

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VASTO – “Stantìo teatrino di provincia”. Così Patrizia Mascetra, lettrice di Vastoweb, commenta la sedicesima edizione del Vasto film festival. Pubblichiamo il suo commento:

Non è proprio il “Vasto Aristocratic Film Festival”

In riferimento all’articolo “Film festival in crescita”, pubblicato stamattina sul vostro sito, condivido pienamente i pareri espressi circa il successo dell’iniziativa e sono d’accordo anche con i suggerimenti dati per il miglioramento e l’ulteriore crescita del festival.

Circa le 7 (non 6) file di “posti riservati” penso che l’autore sia stato veramente molto magnanimo nel dire che ormai la manifestazione potrebbe chiamarsi “Vasto Aristocratic Film Festival” visto che c’erano circa 200 posti riservati a “politici” (alcuni da sempre!), “personalità”  e  “varia aristocrazia Vastese”.

Io parlerei piuttosto di “stantio  teatrino di provincia” al quale siamo purtroppo abituati ormai da anni e non solo per questa manifestazione.

Non ci meravigliamo che ci siano i posti riservati, ma che ce ne siano così tanti ci sembra assolutamente fuori luogo.

A molti sarà capitato di pagare, per una qualsiasi manifestazione, un biglietto per le prime file (perché prenotato con molto anticipo)  per poi trovarsi in tutt’altra posizione perché i posti buoni erano stati lasciati ai soliti  “noti” (ma voi, guardandovi intorno, ne avete visto veramente qualcuno di aristocratico?)

Bisogna fare sempre molta attenzione alla differenza tra “ricco e “arricchito”,  tra chi è un Signore a chi si ritiene tale per diritto acquisito.  Signori si nasce, non si diventa e, soprattutto, esserlo non dipende quasi mai dal portafoglio.

A proposito, molti di questi “soliti noti” non li vediamo mai al cinema, e Vi assicuro che ci andiamo molto spesso, ed anche questa volta, dopo gli ospiti, si sono guardati bene dal rimanere a vedere i film e non certo perché li avevano già visti.

Ma sappiamo che in provincia, e a Vasto in particolare, le “occasioni per comparire” sono molto poche ed ecco allora che in una circostanza come il Film Festival “i soliti noti” sgomitano, sgambettano, si agitano per farsi vedere e per dire “anche questa volta io ci sono” senza sapere che di loro non gliene frega niente a nessuno se non fosse per la mortificante  immagine che riusciamo a dare ai vastesi stessi ed ai turisti i cui commenti, sia quando stavamo in fila che quando siamo entrati e  abbiamo visto mezza platea riservata, non sono stati certo benevoli ed incoraggianti.

Mi viene un altro dubbio: che molti chiedano l’invito, oltre che per farsi vedere nelle prime file, anche per non pagare? E queste sarebbero le personalità e l’aristocrazia Vastese? Invece di contribuire al finanziamento del Film Festival (come si usa altrove) chiedono di risparmiare 5 euro. Alla faccia dell’aristocrazia!

Forza Stefania, Anna, Edmondo, Sindaco e tutta l’organizzazione! Ci vuole uno scatto di orgoglio forte e chiaro per dire basta a queste ormai cattive abitudini.

Vasto sa e può fare di meglio!

 Dall’anno prossimo:

–          Solo 2 file di posti riservati

–          Tutti gli spettatori (anche gli invitati) paganti. Nessun biglietto gratis.

–          Posti numerati ed assegnati in base alla data di acquisto del biglietto

–          Aumento del biglietto da 5 a 10 euro (5 euro in più per questo festival che ci piace tanto vale la pena spenderli)

–          Evitare che si crei una fila lunghissima per entrare

–          Rispettare gli orari

Se poi riuscissimo a fare in modo che il festival venisse finanziato dalle nostre “Personalità”, dai nostri “illuminati Imprenditori” che danno tanto al territorio ma che dal territorio prendono molto di più, dalla “Varia Aristocrazia Vastese” allora avremmo un segno tangibile che loro ci sono sempre e non solo quando c’è da stare in prima fila.

Dimenticavo, un “Vero Aristocratico” l’ho visto…..era Edmondo Del Borrello che con la Sua Signora, l’ultima sera,  occupava un posto tra i “plebei” pur essendo il padre di questo Festival e  aver diritto, lui sì,  ad un posto in prima fila.

Patrizia Mascetra – Spettatrice pagante e plebea

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