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Il giudice Spataro a Vasto: no alla riforma Berlusconi-Alfano

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VASTO – “Se dovesse passare la riforma della giustizia a botte di fiducia, dovremmo ricorrere al referendum”. Giudizio drastico sulla legge annunciata il 5 marzo scorso in un intervento telefonico ad Avezzano e illustrata il 10 dello stesso mese da Berlusconi con le famose due vignette stampate su foglio A4.

Armando Spataro ha fatto il pienone a Vasto, dove in piazza Barbacani ha presentato ieri sera Ne valeva la pena. Storie di terrorismi e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa, il libro che gli è valso i premi letterari Capalbio 2010 e Pavese 2011.

Il noto magistrato della Procura di Milano e coordinatore del nucleo specializzato antiterrorismo è intervenuto a Scrittori in piazza, la rassegna culturale organizzata dall’associazione culturale Liber e dalla Nuova libreria.

Introduzione affidata a Germana Benedetti di Liber, e intervento di Simona Marino, dell’Università Federico II di Napoli, che ha ripercorso i punti fondamentali del volume scritto da Spataro.

Una fatica letteraria nata da un sentimento di rabbia. A suscitarlo è stato il sequestro “del presunto terrorista egiziano Abu Omar”. Una vicenda torbida, in cui sono state adombrate responsabilità dei servizi segreti italiani a seguito delle torture subite dal protagonista di una storia su cui gli ultimi due Governi, guidati da Prodi e Berlusconi a capo di coalizioni di centrosinistra e centrodestra, hanno posto il segreto di Stato impedendo, secondo Spataro, l’accertamento di fatti gravi legati al comportamento di alcuni componenti dei servizi.

E’ stata “una vicenda che mi ha sconvolto, ho persino mutato il mio modo di pensare il rapporto tra le istituzioni”, in cui oggi si denota un’intolleranza verso “il controllo di legalità” che i magistrati esercitano in base alla Costituzione e alle leggi ordinarie e straordinarie sul funzionamento della giustizia e sulla repressione dei fatti illeciti.

Magistratura declassata – “Se dovesse passare la riforma della giustizia a botte di fiducia, dovremmo ricorrere ad un referendum”, ha detto senza mezzi termini Spataro, schierandosi contro il disegno di legge ufficializzato a marzo dal presidente del Consiglio, che lo ha definito “una riforma epocale”, e contro l’ex guardasigilli Angelino Alfano (oggi segretario nazionale del Pdl), i cui progetti di riorganizzazione del sistema giudiziario minerebbero alle fondamenta il principio della suddivisione dei poteri. Così la pensa l’Anm, associazione nazionale magistrati, di cui Spataro è dirigente nazionale e segretario distrettuale, oltre ad essere stato segretario nazionale del Movimento per la giustizia, corrente di sinistra dell’Anm. 

Se passasse la legge, è il concetto ribadito anche a Vasto dal magistrato tarantino, la magistratura si ritroverebbe a essere soggiogata dal potere politico, “declassata”. E qui l’esempio dell’epoca fascista quando, negli anni Quaranta, a Palazzo Venezia Mussolini inaugurò l’anno giudiziario tra gli applausi dei 250 magistrati presenti, tutti in piedi per ossequiare il Duce.

Nel mondo forense vastese non è mancato chi, alla vigilia dell’appuntamento, ha fatto notare che l’Anm si è schierata a favore del progetto Csm-ministro Nitto Palma sulla soppressione di 88 Tribunali in altrettante città non capoluogo di provincia. In Abruzzo sono a rischio le strutture giudiziarie di Vasto, Lanciano, Avezzano e Sulmona.

Pubblico – Numerosissimo, anche più dei precedenti appuntamenti con Scrittori in piazza, il pubblico ha riempito piazza Barbacani. Tutti esauriti i posti a sedere. In tanti hanno deciso di assistere anche in piedi all’intervento di Spataro, senza distogliere l’attenzione dal tavolo dei relatori. Presenti in platea rappresentanti istituzionali e dell’avvocatura. In prima fila il presidente dell’Ordine degli avvocati di Vasto, Nicola Artese.

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