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Fernando Desiati: "Fare a Vasto il museo dell'emigrazione"

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VASTO – Istituire a Vasto il museo dell’emigrazione. Lo chiede Fernando Desiati, dipendente comunale, in una lettera aperta indirizzata al sindaco, Luciano Lapenna, al presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte, e ai consiglieri.

La lettera – “Come tanti vastesi sono cresciuto a pane e Australia avendo vissuto, sin da piccolo all’interno del mio nucleo familiare, l’esperienza dell’ascolto di centinaia di racconti e avventure di generazioni di parenti in quel paese emigrati.

Diversi anni fa, ancora sognatore, decisi di partire per un viaggio alla sua scoperta e oggi, incredibilmente, sono felicemente sposato con una ‘aussie’ 100%.

Da sempre la politica locale ha inviato propri rappresentanti, alcuni anche più di una volta, in Australia nell’ottica di rinsaldare un gemellaggio e godendo dell’accoglienza, inimmaginabile per chi non l’abbia vissuta, che nel tempo ha visto la realizzazione: di una possente struttura a disposizione dei molti soci (Vasto Club), di un parco pubblico con un lago (Lake Vasto), di un  grande Monumento; tutti portano scritti i nomi dei benefattori senza i quali nulla ci sarebbe stato.

E qui? Certo qualcosa è stato fatto ma i benefattori sono stati pochissimi e, purtroppo, qualcuno non c’è più!
E’ per questo che mi permetto di suggerirLe la realizzazione di qualcosa di concreto che possa rendere tangibile l’esperienza dei nostri cari che tanto hanno sofferto e che tanto hanno ancora da dare:  un Museo dell’Emigrazione Vastese!

Il sogno sarebbe quello di raccogliere in loco oggetti, racconti, foto, testimonianze arricchendo e convogliando il lavoro che già in diversi hanno iniziato, andando alla ricerca dei circa duemila vastesi emigrati in Australia e iscritti all’Aire.

Immagino nel futuro la possibilità da parte di chiunque visiterà il museo di fare un salto nella storia dell’emigrazione vastese, della propria famiglia, magari attraverso la ricerca del proprio cognome o soprannome in un software appositamente creato e riempito d’informazioni (già in opera!), la visione di oggetti simbolo di un tempo che è stato.
Quale gioia! Quanti brividi!
Spero che Lei possa capire questo desiderio e, soprattutto, l’importanza di un progetto che, a mio modesto parere, potrebbe vedere il favore e il coinvolgimento di Associazioni di emigranti, Provincia e Regione e in due anni portato a conclusione!  

A tal proposito, mi metto sin d’ora a disposizione per una partecipazione attiva al progetto dando la propria disponibilità anche ad un eventuale trasferimento in Perth (magari presso uffici governativi locali a costo zero) con un rapporto costi-benefici che Le lascio immaginare.
Nell’augurio che possa prendere a cuore tale proposta e contribuire fattivamente a realizzare qualcosa per le future generazioni (magari con intitolazione delle sale a chi più ha avuto a cuore l’emigrante vastese), con il cuore al di là dell’Oceano, Le porgo i miei più cordiali saluti”.  

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