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Il centrodestra fa sul serio: presentato il ricorso al Tar

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VASTO – Ora è ufficiale: il centrodestra presenta ricorso per annullare il primo Consiglio comunale di Vasto e chiedere, di fatto, il ritorno alle urne.

Oggi, nell’ultimo giorno dei 60 disponibili dalla pubblicazione del verbale consiliare (30 giugno), l’avvocato pescarese Diego De Carolis, legale nominato da 8 consiglieri comunali di minoranza, ha depositato presso il Tribunale amministrativo regionale di Pescara l’istanza di annullamento di tre delibere approvate a maggioranza nella burrascosa prima riunione dell’assemblea civica: convalida degli eletti alle cariche di sindaco e consiglieri comunali, giuramento del primo cittadino ed elezione del presidente del Consiglio comunale.

I ricorrenti sono Mario Della Porta (Vasto giovani), Guido Giangiacomo, Etelwardo Sigismondi, Manuele Marcovecchio (Pdl), Francesco Paolo D’Adamo (Rialzati Abruzzo-Vasto futura), Massimiliano Montemurro (Udc), Nicola Del Prete (Alleanza per l’Italia) e Davide D’Alessandro (Alleanza per Vasto).

Gli assenti – Tra i ricorrenti mancano due consiglieri d’opposizione: Massimo Desiati e Andrea Bischia (Progetto per Vasto). “La questione non mi appassiona”, ha detto e ripetuto Desiati a partire da quel 18 giugno, quando lui e il collega erano rimasti seduti al loro posto mentre gli altri rappresentanti della coalizione sconfitta alle elezioni abbandonavano l’aula Vennitti.

I motivi – Il centrodestra vuole ottenere l’annullamento della prima seduta, sostenendo che i consiglieri subentranti agli assessori (che, accettando la nomina, perdono il posto da consigliere comunale) non potevano essere seduti in aula fin dall’inizio, ma la surroga (il meccanismo di sostituzione del consigliere nominato assessore con il primo dei non eletti del suo stesso partito) avrebbe dovuto essere eseguita per ugnuno dei singoli subentranti. Uno alla volta. Inoltre, viene contestata la votazione sull’immediata eseguibilità della convalida degli eletti. Per una svista, il voto non è stato effettuato subito, ma successivamente, nel corso della medesima seduta.

Conseguenza di questo, secondo gli autori dell’azione legale, sarebbe l’invalidità del giuramento del sindaco, Luciano Lapenna, e dell’elezione del presidente del Consiglio comunale. Entrambi, sostiene l’opposizione, avrebbero assunto il loro incarico davanti a un’assemblea delegittimata perché non ancora in carica.

 

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