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Palloncini bianchi per l'ultimo saluto a Daniela Salvatorelli

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VASTO – La chiesa di San Giovanni Bosco non riesce a contenere la folla commossa che ha partecipato all’ultimo saluto a Daniela Salvatorelli, scomparsa prematuramente a 42 anni, dopo un anno di sofferenza.

All’arrivo della bara bianca la campane a festa, come da richiesta della famiglia, diffondono le note del “Gloria”. Presiede il rito funebre padre Giancarlo Marinucci, insieme don Francesco, don Gianni, don Gino, Padre Luigi e don Osvaldo, sacerdoti che sono stati vicini alla famiglia Salvatorelli-Grassi, durante la malattia di Daniela.

Il dolore è composto, nello stile di Daniela Salvatorelli, persona molto credente, che ha vissuto questa ultima esperienza di vita trovando conforto nella fede, così come evidenziato dalle parole di Padre Giancarlo.

“So che non è facile trovare parole in questo momento -dice il celebrante -, bisogna saper soffrire e Daniela ha dimostrato di saper soffrire. Dal 12 agosto dello scorso anno ha dimostrato tanto amore per i figli innanzitutto, e poi per suo marito. Vivere un’esperienza come questa è difficile se non c’è l’amore di Dio, e Daniela ha incontrato l’amore di Dio, ve lo asssicuro.

La sua è stata una sofferenza vissuta con dignità, pensando a non voler vedere soffrire gli altri, ha vissuto veramente un’esperienza di santità. Paolo e Federica (i figli, ndr) hanno diritto al ricordo di una mamma presente. Per chi crede in Gesù Cristo dobbiamo credere che Daniela oggi è qui presente in mezzo a noi, anche se non possiamo vederla. Nessuno potrà mai toglierci l’amore per lei”.

Al termine della celebrazione il ricordo commosso, dei parenti, chiuso da una lettera di ringraziamenti letta dal marito Alessandro, per ringraziare la famiglia, i medici, gli amici, che in questa esperienza così drammatica sono stati così vicini a Daniela, a lui e ai loro figli. “In questo periodo terribile -ha detto- la cosa più bella è stata la famiglia. Invito tutti voi a mantenere sempre unita la vostra famiglia, è un pilastro della nostra vita”.

La bara bianca di Daniela esce poi dalla chiesa portata a spalla, accompagnata nell’ultimo viaggio verso il cimitero dal lancio di palloncini bianchi in cielo e un commosso applauso.

Giuseppe Ritucci

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