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"A Vasto un regresso preoccupante"

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VASTO – Una città in regresso. Così dipinge Vasto Mattias Stolzenfels, tedesco che risiede in città dal 1989. E’ un lettore di Vastoweb. Ecco la sua disamina della situazione 2011 e un paragone con il passato.

La lettera – “Come é possibile che una bella cittadina come Vasto si stia trasformando in un mostro?
Da alcuni anni vivo ormai a Pescara, ma due, tre giorni a settimana o anche piú sono nella mia adorata città, e vedo di tutto, scippi in diretta a danni di donne anziane, immondizia riverstata ai bordi delle strade, e ora leggo di water abbandonati e atti vandalici contro il monumento ai caduti…anche a Pescara succede di tutto, ma non con questa frequenza, e poi voglio dire, Vasto é come un quartiere di Pescara… non c’é proporzione.

Molti giovani sono stanchi di questo, basta seguire le piccole vicende quotidiane che nascono dalle micro collettività che si riuniscono su Facebook e su altri mezzi di comunicazione di massa che danno spazio a chi ci mette la faccia con nome e cognome e a chi si nasconde dietro un nickname per paura di (comprensibilissime) ritorsioni o altro.

Vasto sta mutando, in peggio forse, ma sicuramente c’é dolore, molto dolore, soprattutto ripensando a quello che Vasto era in passato, a volte li vedo quelli che erano di una o due generazioni piú avanti della mia e devo dire che nei loro occhi c’é una luce diversa, malinconica per quello che hanno vissuto, ma nei miei, in quella dei miei coetanei c’é la malinconia per non aver vissuto niente di quello che saranno ricordi da condividere in futuro, vediamo solo vicende che portano ansia e terrore, non siamo in Libia o in Iraq, ci mancherebbe altro, ma c’é un lato di Vasto che sta crescendo nemmeno troppo silenziosamente e fa paura.

Fanno paura anche i ragazzini che a 12 anni con la sigaretta in bocca e la birra in mano si atteggiano da uomini grandi con le loro ragazzine e fanno ancora piú paura i ragazzini che provano la droga (perché la provano in età sempre piú precoce) e poi camminano come degli zombie o si siedono tutti accovacciati sui gradini dei negozi chiusi.

C’é una gran voglia di cambiare nell’aria, c’é voglia da parte di una piccola fetta di giovani di dare uno scossone a questo ristagno di tedio e violenza. Ne abbiamo tutti fortemente bisogno, spero tanto che questa città possa recuperare il fascino, la quiete e la serenità che meriterebbe, cosí come la meriterebbero le persone che ci vivono, anche per brevi periodi”.

Intanto, su Facebook nasce il profilo Indignati di Vasto: “Per tutti quelli che hanno da dire qualcosa su Vasto, su quello che non va, sulle ingiustizie e piccole vicende che arrecano fastidio o creano tensioni nella nostra città… ecco la vostra bacheca, indignatevi… indigniamoci”. Iscritti oltre 200.

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