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Fee: "Vasto, servizi insufficienti, Bandiera blu a rischio"

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VASTO – “Capisco la necessità politica e campanilistica che un amministratore comunale deve avere ma la qualità dei nostri servizi, quest’anno, è andata altamente al di sotto di ogni limite tollerabile. Come fa oggi Vasto a poter ambire alla Bandiera blu?”.

Leonardo Falco, responsabile locale della Fee, risponde all’amministrazione comunale di Vasto. che ormai da anni, insieme ad altri 47 volontari, svolge il ruolo di ispezione nel tratto di costa del vastese.

“Sulla smisurata ed affrettata replica dell’assessore Suriani al presidente regionale Fee, Paolo Leonzio, diversi sono i rilievi che noi volontari possiamo fare e ci stupisce che la possibilità ci viene offerta proprio dall’assessore con la delega all’ambiente. Nella riserva di Punta D’Erce – commenta Leonardo Falco – mancano i punti di raccolta, manca una quotidiana ed adeguata pulizia oltre ad opportune misure di sicurezza. La strada che porta al parcheggio è scarsamente praticabile e sulle dune capita spesso di trovare rifiuti di ogni genere. Con questo non voglio puntare il dito solo sulle responsabilità comunali o di chi gestisce la riserva in quanto è anche vero che manca l’educazione ed il senso civico dei tanti avventori che pensano alla riserva come un luogo di bivacchi”.

Il gruppo vastese della Fee è composto da 47 volontari. “Per quanto riguarda Fosso Marino – prosegue il responsabile – fino agli anni passati le analisi sono sempre state buone. E’ evidente che quest’anno, complice l’incapacità e l’inadeguatezza dell’amministrazione comunale, il problema si poteva risolvere diversamente evitando ordinanze per il divieto della balneazione nel periodo di ferragosto. I liquami fuoriusciti ed il maleodorante odore erano sotto gli occhi di tutti: la situazione poteva essere risolta aumentando il numero delle pompe all’interno del sistema fognario. Ed oltre al danno ambientale vi è stato anche un danno di immagine che la nostra città pagherà per i prossimi anni. Detto ciò mi preme evidenziare un ultimo rilievo: in genere sono le associazioni ambientali a svolgere un ruolo ispettivo controllando l’operato degli amministratori comunali e di chi viene pagato per garantire determinati servizi, non gli assessori che puntano il dito contro chi, in maniera del tutto gratuita, evidenza le criticità di un sistema con il solo scopo di contribuire a renderlo migliore: ciò – conclude – anche agli occhi di chi frequenta le nostre spiagge perché si aspetta quei servizi degni della Bandiera blu”.

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