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"Scarichi a mare, ecco perchè Vasto non è come Rimini"

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VASTO – Se Vasto non è come Rimini, tranne che per il problema fogne, la colpa è della classe politica, di maggioranza e opposizione, ma anche degli imprenditori turistici.

Lo afferma Francescopaolo D’Adamo, coordinatore di Alleanza per Vasto, in una lettera aperta che trae spunto dalla notizia pubblicata da Vastoweb sulla questione scarichi a mare, che accomuna le due città.

La lettera – In questi giorni si paragona la Città del Vasto a Rimini. Sempre in passato, per tante motivazioni, si è provato a fare questo accostamento. Questa volta però ad accomunare le due località balneari è … la cacca.

Ho conosciuto questa estate alcuni gruppi di ragazzi che dalla riviera romagnola  si erano fermati a Vasto, in attesa di raggiungere il Salento. In tanti fanno questo, magari riproponendosi di tornare per visitare più a lungo la nostra città che appare a tutti molto bella. Molto sommessamente, quasi in confessione, mi dicevano che anche da loro il problema degli scarichi a mare stava diventando insostenibile. Ragionando insieme però, è venuta fuori una enorme differenza tra Vasto ed il centro Romagnolo. Se a Rimini manca il mare per il vacanziero non ci sono problemi. Le attrattive sono tante e variegate. Se a Vasto manca il mare cosa rimane?

Una sera alcuni di questi ragazzi mi hanno chiesto: “Come possiamo raggiungere San Salvo Marina? Poiché ci hanno detto che  lì possiamo trovare un po’ di vita. Ieri sera siamo stati a Vasto Marina e non c’era nulla”. Io sono rimasto molto male nel sentire quelle parole. Non certo per campanilismo o solo per campanilismo.

Come mai le tante attività che Vasto esprime non riescono a creare quel movimento, quella animazione, che il turista cerca? Sarebbe facile addossare la colpa ad un sindaco indeciso che, senza proporre alcunché, emette ordinanze e le ritira come se giocasse a ruba bandiera (non volendo ho pronunciato la parola bandiera, magari blu). Ma è solo colpa sua? Certo accostiamogli i suoi compagni nell’amministrazione comunale che non brillano certo di iniziativa, come direbbe una famosa canzone, nondimeno accosterei anche chi sta all’opposizione che ogni tanto finge di punzecchiare l’Amministrazione ma si pone allo stesso livello.

Se permettete però io nel calderone di chi ha le colpe metterei anche gli esercenti che non fanno sistema o lo fanno in maniera errata.
Il caso di piazza Caprioli è emblematico della disorganizzazione imperante nella nostra città. Alla errata ordinanza del sindaco fa seguito un errato comportamento degli esercenti a cui fa eco una sconclusionata reazione dei residenti. Questi ultimi hanno ragione in maniera sacrosanta. Non è solo questione di volume, però.

Toccherebbe all’amministrazione cittadina trovare una “imparziale” decisione, una formula non necessariamente magica, che accontenti questi ultimi salvaguardando quelle attività di cui la stessa Amministrazione si vanta di aver permesso l’apertura. Le idee tuttavia non ci sono e così, come per risolvere il problema della fogne il Presidente del Consiglio comunale propone di vendere Aqualand o il sindaco esclama: “Indispensabile la variante del Prg”, i giovani che non trovano alternative dedicano il loro tempo a danneggiare il monumento ai caduti o ad atti vandalici di ogni tipo.
E allora? Mi chiederete. Dov’è la proposta? Aspettiamo il Forum sul turismo, poi ne riparliamo.

L’articolo di Vastoweb del 30 agosto – Sulla riviera adriatica tutto il mondo è paese. C’è una vicenda che accomuna Vasto a Rimini. Una storia torbida, come le acque di scarico.

E sono proprio gli scoli a mare ad avvicinare la perla della Romagna e il golfo più bello del Medio Adriatico.

Un problema che ha causato guai a non finire. Un’estate di emergenza. Non solo a Vasto, dove la magistratura indaga per scovare gli scarichi abusivi e capire di chi sono le responsabilità.

Succede la stessa cosa nella località balneare italiana più famosa nel mondo. Con un danno d’immagine che peserà inevitabilmente sulla prossima stagione turistica. Parole già scritte e pronunciate anche dalle nostre parti.

Leggendo le cronache romagnole sembra di stare più o meno a Vasto.

Sentite cosa ha scritto Il Fatto Quotidiano sul suo sito internet: “E adesso il caos delle fogne di Rimini, una delle vergogne del sistema riviera, finisce sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica. I magistrati riminesi, infatti, da qualche giorno hanno aperto un’inchiesta su un problema che da almeno quarant’anni colpisce Rimini e dintorni: quello degli sversamenti degli scarichi fognari in mare ogni volta che, causa un temporale, le tubature vanno in tilt”.

I reati ipotizzati sono “epidemia colposa, delitti colposi contro la salute pubblica, lesioni personali colpose, getto di cose pericolose”.

Non è tutto. “Se in giugno il sindaco Andrea Gnassi”, colui che, da assessore provinciale, inventò la Notte rosa, copiata in tutta Italia,  “aveva chiesto alla città di smettere di parlare di fogne per non turbare l’avvio di una stagione che si preannunciava di nuovo difficile, ormai il tema è deflagrato” e, in mancanza di soldi, si pensa a una “variante low cost, sui 120 milioni di euro, del maxi progetto da 900 milioni (un sogno) già discusso dal Consiglio comunale lo scorso inverno”. I grillini protestano e a Rimini è sorto anche il comitato Basta merda in mare.

Vasto-Rimini: mal comune, mezzo gaudio? No. A ognuno i suoi guai. Vasto pensi ai propri e l’Ato faccia la sua parte, visto che per anni ha dimenticato questo territorio, escluse le riparazioni urgenti (600 in città nel 2010). Altrimenti, da queste parti, il danno sarà maggiore. Qui non ci sono milioni di turisti.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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