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Rucci (Cgil): "Golden Lady, solo riunioni infruttuose"

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VASTO – “Si continuano a costituire comitati su comitati, ma di concreto non c’è niente”. E’ duro il giudizio di Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil, sull’operato della Provincia di Chieti per scongiurare la perdita di 382 posti di lavoro, in prevalenza al femminile, alla Golden Lady di Gissi.

Dopo mesi di cassa integrazione e la certezza della chiusura della fabbrica di Gissi, annunciata e ribadita dalla proprietà del gruppo di Castiglione delle Stiviere (Mantova), l’uscita dal tunnel è ancora lontana.

Il 13 settembre, a Roma, attorno al tavolo di concertazione del Ministero dello Sviluppo economico, si ritroveranno dirigenti dell’azienda produttrice di calze e biancheria intima, rappresentanti politici locali e nazionali, e sindacati.

Ma per quel giorno la Cgil ha indetto lo sciopero: “Porteremo in pullman i lavoratori dello stabilimento della Val Sinello a protestare davanti al Ministero”, annuncia Rucci, , che attacca: “Nulla è stato fatto. Ogni volta, l’amministrazione provinciale convoca riunioni infruttuose. Si continuano a costituire comitati su comitati, sempre più ristretti, ma di concreto non c’è niente. Ci saremmo aspettati dal presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, un progetto di rilancio da mettere nero bianco e presentare a Roma. Nulla di tutto questo. Siamo usciti dalla riunione senza aver fatto nessun passo avanti in vista del giorno 13”.

Qualche imprenditore si è fatto avanti. Sull’identità dei possibili acquirenti rimane il massimo riserbo. “Vogliamo capire due cose: chi sono e quale piano industriale hanno”, mette le mani avanti il segretario provinciale della Filctem-Cgil.

Di Giuseppantonio – “Dobbiamo  fare fronte comune. C’è un’azienda che vuole chiudere e noi abbiamo un solo obiettivo: che in quella vallata non si perda il lavoro, e che anzi arrivino altre aziende i cui progetti siano compatibili con il territorio”. Lo ha scritto in un comunicato Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti, al termine della riunione del Comitato per la salvaguardia dell’occupazione in Val Sinello. 

“A Roma andremo in primis per chiedere al Ministero che venga riconosciuta l’area di crisi ma anche per ribadire alla Golden Lady che non deve chiudere lo stabilimento di Gissi.
Altrimenti dovranno concederci strumenti capaci di ammortizzare realmente la pesante ricaduta in termini occupazionali che può derivare dalla chiusura della Golden Lady. Tutto ciò, naturalmente, prescinde dalle iniziative imprenditoriali che pure sono in atto e che potrebbero interessare in tutto o in parte lo stabilimento Golden Lady, ma di cui oggi non possiamo discutere perché non si sono concretizzate.
Io stesso ho ricevuto gli imprenditori i quali chiedono un interlocutore credibile ed è giusto che sia così. A noi – ha concluso Di Giuseppantonio – in questa fase tocca il compito di fare squadra e portare via dal tavolo ministeriale il più possibile a favore della Val Sinello”.          

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com           

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