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Luca Telese: "La sinistra dica cose chiare"

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VASTO – Ospite della seconda serata della festa provinciale di Sel è il giornalista di La7 e Il fatto è il giornalista Luca Telese.

“Il paese va salvato perchè stiamo toccando il fondo. Se fossi nato oggi sarei uno dei giovani strangolato dal precariato. Mi si accusa spesso di essere di sinistra. E’ vero, da giovane sono stato molto militante, ma ora per me quella fase è passata. Oggi faccio il giornalista perchè voglio raccontare delle storie”.

Poi parte l’affondo su Berlusconi e sulla situazione dell’Italia. “Berlusconi mi sembra il Macbecth di Shakespeare, chiuso da solo nel castello, convinto che qualche prodigio lo salverà. L’uomo che vendeva sogni sembra essere oggi un uomo triste lasciato solo da tutti”.

Si passa poi ad analizzare la manovra economica, il rapporto tra padroni e lavoratori. “Quando è stata elaborata la prima stesura della manovra, qualunque giornalista economico si era reso conto che era un disastro. Non c’è parità di trattamento. Va bene avere dei contributi, ma bisognerebbe andare a recuperare i soldi da chi ne ha tantissimi, non dalle povere persone”.

Quando si parla di lavoro, la contrapposizione è sempre tra Nord e Sud. “Ho seguito da vicino ciò che è successo a Mirafiori quando c’è stato il referendum dei lavoratori. La situazione di quello stabilimento, con età media di 47 anni, con la maggioranza di donne provenienti dal sud, sono la dimostrazione chel la ricchezza del nord è stata costruita con il sangue del sud”.

Poi la defizinione: “Esistono due Italie. La prima è quella sempre più ricca, arrogante. La seconda è quella delle persone che lavorano, pagano il 50% di tasse e dicono “Basta, il sangue non me lo togliete”. Ma che Paese è questo? I giovani, ormai, non hanno più la speranza della crescita, ma solo del salvataggio”.

Il messaggio alla sinistra è chiaro: “La sinistra deve cambiare. Non si può dire “Non siamo come loro” e basta. Per cambiare bisogna essere totalmente diversi. Nelle questioni fondamentali, come i diritti civili, il lavoro, la situazione del paese, la sinistra deve dire come la pensa. Esprima un qualsiasi pensiero, ma non può rimanere in silenzio”.

Dopo le domande del pubblico Telese difende con forza lo strumento delle primarie. “Sono la dimostrazion -dice- che se la gente va a scegliere il proprio candidato, poi lo sostiene in quelle che potrebbero sembrare sfide impossibili”.

Si chiude con la questione morale, prendendo a riferimento Enrico Berlinguer. “Il 18 giugno 1981, Belinguer rilasciò un’intervista a Eugenio Scalfari in cui diceva come i partiti avevano occupato lo Stato e volessero nominare i posti di potere, in maniera poco chiara. Sembra la descrizione della situazione attuale. Oggi, ci vorrebbe il rigore e l’intransigenza morale di uno come Berlinguer. E’ ovvio che non è una situazione generalizzata, però non dobbiamo permettere che le mele marce rovinino tutto il cesto”.

Giuseppe Ritucci

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