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Studenti, gli auguri di monsignor Forte

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VASTO – Una lettera di auguri per il nuovo anno scolastico è rivolta agli studenti della Diocesi di Chieti-Vasto dall’arcivescovo, Bruno Forte.

Carissimi Amici,
all’inizio del nuovo anno scolastico desidero farVi giungere il mio augurio e l’assicurazione della mia preghiera, invitandovi a riflettere con me sul momento particolarmente difficile che sta attraversando il nostro Paese, insieme peraltro a tutto l’Occidente.

La crisi annunciatasi tre anni fa è andata mostrando progressivamente i suoi effetti drammatici sul mondo del lavoro e sulla vita quotidiana delle nostre famiglie: la menzogna che aveva indotto molti a ritenere equivalenti l’economia reale e quella virtuale dei giochi finanziari, ha prodotto conseguenze devastanti in Paesi, la cui stabilità era finora ritenuta immune da rischi, e si fa sentire da noi nel settore dell’occupazione, nella fatica di molte famiglie a tirare avanti fino alla fine del mese, nei provvedimenti da “lacrime e sangue” di cui chi governa dovrà farsi carico, con la speranza che sia salvaguardata al massimo l’equità.

Certamente Voi, carissimi ragazzi e giovani, siete consapevoli di queste difficoltà, anche quando esse non avessero toccato direttamente le vostre famiglie. Mi sembra perciò giusto chiederci quale contributo potreste dare al superamento della crisi. In quanto essa nasce da processi economico-sociali, che hanno evidenti risvolti politici, ritengo che il primo compito che Vi spetta sia quello di impegnarvi al massimo nello studio, per prepararvi a dare un contributo qualificato alla società di domani. Studiate, leggete, informatevi, fatevi un’idea di ciò che è avvenuto e sta avvenendo, individuatene le cause e cercate di vaccinarvi il più possibile nei confronti degli errori che sono alla base delle difficoltà attuali. Nella sua radice più profonda, però, la crisi è di ordine morale: egoismi e cecità colpevoli hanno permesso che alcuni si avvantaggiassero a scapito di molti altri, i più deboli. L’Italia, nonostante la vivacità del suo tessuto imprenditoriale e manifatturiero e la qualità dei suoi lavoratori, non è stata meno colpita dalla tempesta etica ed economica che ha investito il “villaggio globale”.

Occorre perciò un cambiamento di mentalità e di stili di vita: alla logica egoistica dell’accaparramento bisogna opporre
un’educazione alla solidarietà e allo spirito di servizio in vista del bene comune; al consumismo sfacciato e ai falsi modelli che puntano all’avere di più per essere di più, bisogna reagire con una scelta di sobrietà, allenandosi al sacrificio e alla condivisione con i più deboli.

Tutto questo non avverrà senza il concorso di tutti, senza il vostro concorso. È l’ora di un sussulto morale che parta da uomini e donne dal cuore puro, sinceramente desiderosi di impegnarsi per il bene di tutti: e i giovani dovranno stare in prima linea in questa “rivoluzione morale”. Da parte mia sono convinto che l’aiuto di Dio, cercato attraverso la preghiera e sperimentato nell’esercizio dell’amore al prossimo, sia la grande forza di cui tutti abbiamo bisogno per questo nuovo inizio. A Lui Vi affido e Vi invito ad affidarVi, ripetendovi le parole dell’amatissimo papa Giovanni Paolo II, dichiarato beato lo scorso 1 maggio: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” (22 Ottobre 1978).

È tempo di scelte radicali! Solo preparando ad esse la scuola potrà contribuire a far crescere la qualità della vita di tutti. Chiedo, perciò, a docenti e studenti di riflettere su questi spunti, comunicandomi se vorranno le Loro impressioni. Benedico i ragazzi e i giovani, le famiglie e l’intero personale scolastico, docente e non docente, con tutto il mio cuore di Padre e Pastore.

+ Bruno Forte
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto

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