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Forte: Consorzio di bonifica, rischio spostamento

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VASTO – “Il Consorzio di Bonifica Sud con sede in Vasto naviga in brutte acque. Il bilancio dell’ente, non ancora approvato, presenta un passivo di oltre 6 milioni e 500 mila euro”. Lo afferma Peppino Forte, consigliere provinciale del Pd, secondo cui “la Deputazione, ovvero il consiglio di amministrazione del Consorzio, sta valutando la possibilità di vendere le sedi consortili di Vasto e Lanciano per ripianare i debiti legati soprattutto
ai mancati pagamenti dei contributi assistenziali e pensionistici dei propri dipendenti”.

Ora, però, ancora una volta, Vasto rischia di perdere la sede di un altro ente pubblico e uffici di cui possono usufruire tanti cittadini del Vastese perché “i dipendenti della struttura di Lanciano, con una nota ufficiale, hanno chiesto lo spostamento degli uffici presso il Centro Servizi Sociali di Piazzano di Atessa, ovvero in Val di Sangro, penalizzando ancora una volta Vasto ed il suo territorio”, lancia l’allarme l’esponente del Partito democratico.

“Una vicenda, quella del possibile trasferimento della sede dell’ente in Val di Sangro, che rischiava di passare sotto silenzio e che si sarebbe potuta consumare in danno della nostra citta’. Spostare gli uffici al Cotir”, consorzio per le tecniche irrigue, che si trova in contrada Zimarino, “è certamente la migliore soluzione. Oltre all’Arssa ed al Consorzio di Bonifica sud, nella struttura del Cotir potrebbero trovare posto anche gli ex uffici Uaz, oggi Uta (Unità Territoriale per l’Agricoltura). Spero che i componenti del Consiglio dei delegati difendano la centralita’ di Vasto che, con la diga di Chiauci, rappresenta il nodo centrale per l’ente, non solo perche’ l’opera realizzata e’ la piu’ importante fatta in Abruzzo e Molise negli ultimi trenta anni ma per quello che significhera’ in termini di approvvigionamento idrico per il Basso Abruzzo e l’Alto Molise nei prossimi anni. Senza dimenticare gli ulteriori progetti di sviluppo. Sono certo – auspica Forte – che non si cedera’ alle pressioni che possono venire dall’esterno, soprattutto nell’interesse del nostro territorio gia’ fortemente depauperato”.

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