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Parco della Costa teatina, botta e risposta Prc-Febbo

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VASTO – Continua a far discutere la contestazione messa in atto a Vasto dal centrosinistra nei confronti di Gianni Chiodi. Il Circolo vastese di Rifondazione Comunista spiega in una nota i motivi della protesta.

“Ieri eravamo davanti il Palazzo D’Avalos a contestare il presidente della giunta regionale abruzzese Gianni Chiodi, perchè non possiamo rimanere a guardare in silenzio il suo disastroso operato.

Di certo Gianni Chiodi potrà dare lezioni di gestione rifiuti, della quale la procura di Pescara sta portando alla luce il sistema criminoso che coinvolge amministratori regionali e imprenditori. Oppure avrà da dire in merito alla sanità pubblica, sulla quale pesa come un macigno la sua responsabilità di commissario straordinario sulla chiusura di diversi reparti e interi ospedali e sulle crescenti inefficienze del servizio sanitario. E mentre gli aquilani attendono una ricostruzione solo annunciata, il territorio regionale soffre la sudditanza della sua amministrazione ai privati interessi dei petrolieri, che vedono il nostro territorio come un’area da poter colonizzare.

Una strada per ridare slancio al nostro territorio c’è ed è quella che conduce al Parco nazionale della Costa Teatina che garantirebbe nuova occupazione, salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente e valorizzazione delle peculiarità territoriali. Ma è un percorso che la giunta Chiodi sta fattivamente ostacolando, in maniera diretta con l’assessore Febbo ma con la complicità di tutta la giunta regionale compreso il suo presidente.

Ieri, insieme ad altre forze politiche del centrosinistra, al WWF ed alla Costituente del parco della costa teatina, abbiamo ricordato al presidente Chiodi che molti cittadini abruzzesi sono stanchi di stare a guardare lui e la sua giunta mentre affossano un’intera regione”.

Giunge anche un comunicato dell’assessore regionale Mauro Febbo, reale bersaglio della contestazione, con cori nei suoi confronti, che stigmatizza l’accaduto e rivendica con forza il suo operato.

“Sconcerta la posizione dell’estrema sinistra vastese che ieri ha contestato il presidente Chiodi ed il sottoscritto. Dal 2001, anno della legge di istituzione del Parco, a più riprese le coalizioni del centrosinistra sono state alla guida del Governo nazionale, regionale, provinciale e comunale ma nulla hanno fatto per il Parco della Costa teatina.

Non è stato prodotto nessun atto concreto da parte loro e oggi in maniera alquanto inspiegabile vengo accusato di essere la causa dei ritardi. Queste accuse non hanno nessun fondamento e i fatti dimostrano che non sono certo io ad essere inadeguato al compito. In questi giorni ci si dichiara così apertamente a favore del Parco ma quelli che contano sono gli atti ufficiali, mancando i quali l’iter è stato rallentato in modo significativo.

La nostra posizione invece è chiara visto che continuiamo a sostenere il progetto per il comprensorio turistico della Costa dei trabocchi convinti che sia l’unica alternativa valida e percorribile. In questo senso è stata portata avanti una programmazione concreta e condivisa sin dal 2003 e sono convinto che siamo ormai in dirittura d’arrivo.  A chi dichiara che il sottoscritto si trova in una posizione di isolamento hanno risposto i numerosi.

Non mi fermo di fronte a quella che ha tutto il sapore di una battaglia politica portata avanti senza esclusione di colpi nei miei confronti e rispedisco al mittente in modo deciso l’accusa di aver messo contro i Comuni coinvolti. Mi spiegassero piuttosto come avrei fatto ad incidere sulla posizione delle amministrazioni che hanno un colore politico diverso dal mio.  Torno a ribadire il concetto che tra i rappresentanti dell’opposizione che oggi mi attaccano sono  in tanti quelli che dovrebbero farsi un esame di coscienza”.

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