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Febbo: "Parco, Rifondazione ha scoperto l'acqua calda"

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PESCARA – L’assessore regionale Mauro Febbo risponde alle dichiarazioni del consigliere regionale Maurizio Acerbo, che ne ha chiesto le dimissioni nel bel mezzo delle forti polemiche sulla perimetrazione del Parco della Costa teatina.

“Acerbo ha fatto la scoperta dell’acqua calda. Le carte che dimostrerebbero la mia scorrettezza non hanno nessuna eccezionalità visto che con una delibera la Giunta ha recepito la votazione all’unanimità del Consiglio regionale che mi ha designato come Coordinatore del Tavolo per il Parco della Costa teatina. Evidentemente il Consigliere regionale Acerbo era distratto. Volevo ricordargli inoltre che è proprio grazie al mio lavoro di Coordinatore che i sindaci hanno dovuto fare chiarezza sulla loro posizione. Alcuni di essi infatti solo a chiacchiere, forse solo per mantenere una certa coesione all’interno della loro maggioranza, hanno detto di essere favorevoli al Parco mentre a livello ufficiale non hanno prodotto nessun atto indispensabile per proseguire nell’iter in questi 10 anni. Il mio lavoro è servito a creare un momento di confronto fondamentale per comprendere quali sono le reali intenzioni delle comunità che vivono sulla Costa e come si pongono di fronte a questo progetto: la posizione dei Comuni, che resta condizione primaria per le azioni che andremo a realizzare, deve essere chiara. Sulla mia posizione invece non ci sono dubbi visto che ho sempre reputato quella del Comprensorio della Costa dei Trabocchi come la soluzione più adeguata e perseguibile. Per questo però secondo Acerbo dovrei dimettermi: perché non dovrei partecipare al Tavolo di lavoro anche se non sono favorevole al Parco? E’ come se agli ambientalisti fosse impedito di partecipare ad alcune conferenze di servizi come quella sulla caccia”.

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