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La lettera: "Povera pista ciclabile"

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VASTO – Da Paolo De Stefanis riceviamo e pubblichiamo:

Sono stato benevolmente rimproverato, giorni fa, da taluni amici per aver riferito e commentato l’episodio, ascrivibile a sabato 27 agosto, riguardante una signora strattonata e fatta cadere a terra da un ciclista poco civile che pedalava, indisciplinatamente, sul Lungomare Cordella a Vasto Marina (vedi Vastoweb del 31 agosto 2011).

 

Mi è stato fatto notare, del tutto  legittimamente, che altrove, sulla (nuova) pista ciclabile Viale Duca degli Abruzzi – torrente Buonanotte (ma ormai possiamo dire San Salvo Marina), non sono i ciclisti a farla da padroni, dovendo costoro, poveretti, destreggiarsi tra pedoni invadenti mezzi addormentati e/o intenti in allegri conciliaboli, carrozzelle con bambini piccoli e, per non farci mancare nulla, anche risciò a quattro ruote.

 

In altre parole una pista, realizzata ad uso precipuo dei ciclisti, parrebbe esser diventata l’alternativa pedonale al marciapiedi che pure esiste sulla parallela Statale 16.
Orbene, signori miei,  non ritenete anche voi che qui occorrerebbe, veramente, rimettere i “paletti”?
Ristabilire le “regole”?

 

La gente, certo, è indisciplinata. E laddove, complici certi mentori politici, si è ingenerata una falsa e distorta cultura della “libertà”, il senso delle “regole” parrebbe – come negarlo? – non esistere più.
Ciò può valere per il ciclista scorretto che la sera sabato 27 agosto sul Lungomare Cordella ha strattonata la signora caduta a terra; ciò può valere, non meno, per quanti occupano –indebitamente-  il tracciato di cui stiamo riferendo che, ripetiamo, è nato per essere “ciclabile”, ossia destinato ai soli ciclisti. I ciclisti.

 

Anch’io, per brevi tratti, percorro talvolta a piedi questa bella pista “ciclabile”.
Che male c’è percorrerla a piedi? Ricorderete che, inizialmente, sarebbe dovuta essere più larga, ossia destinata anche alla fruizione pedonale, ma poi – la storia è nota – qualcuno protestò e venne realizzata stretta così come la vediamo ora.

 

D’altronde, sono ovunque ridotti se non inesistenti a Vasto, dopo l’espansione urbanistica della città che ha consumato un’immane superficie di verde circostante, altri percorsi specifici per passeggiate a piedi.
E poi, dove lo troviamo un tratto di costa così gradevole da ammirare, altrettanto rasserenante sotto quei freschi alberi ombrosi con la vista delle dune e l’azzurro del mare su un lato? Quando sei lì dimentichi, per qualche minuto, il caos altrove imperante …

 

Anch’io percorro a piedi, quando posso, questa pista che porta al torrente Buonanotte, cerco di  percorrerla tuttavia con la dovuta cautela standomene ben a margine, attento a non disturbare né intralciare il transito dei ciclisti che qui, giustamente, sono e devono essere i padroni di casa.

Dunque, concordate o no che, anche riguardo il caso in esame, sarebbe opportuno rimettere a posto certi “paletti”, ossia ripristinare le “regole”?

 

Questo assioma, ripristinare le regole,  può essere riferibile a svariati settori del mondo e della nostra vita, a tanti argomenti, diciamo così, tutti meritevoli di più attente riflessioni, a talune situazioni che lasciano senza parole soprattutto quelli della mia generazione, persone che, in qualche modo, un po’ di regole, forse poche ma chiare, le avevano.

 

Ciò potrebbe valere, ad esempio, per i sempre più frequenti ritrovamenti di discariche abusive, della cui bonifica tutti i contribuenti, cioè in sostanza gli stessi cittadini per bene che già le regole le rispettano, dovranno farsi carico.
Come non essere indignati contro i vandali? E che cosa fare per contrastare queste vere e proprie forme di violenza? Violenza  contro il territorio, violenza e disprezzo nei confronti della correttezza di tanti che invece, con scrupolo e diligenza, fanno la raccolta differenziata e tutto il resto.
E qui il dibattito è aperto. Chi ha soluzioni da suggerire lo faccia.

 

Mi duole ammetterlo ma, sull’argomento di queste considerazioni, cioè la pista ciclabile, si noterebbe una certa inerzia da parte del Comune di Vasto.
Amministrazione comunale, sveglia! Ci siete o non ci siete?
Sì, è vero, problemi chi non ne ha? Ma i cittadini sono benevoli: volge al termine un’estate difficile, v’è capitato tra capo e collo, proprio ad agosto, il problema di Fosso Marino e delle fogne da ricostruire …
Questo i cittadini lo capiscono.

 

Ma a tutto c’è un limite. Anche la nostra capacità di capire, di noi semplici cittadini, non è infinita.

Per concludere, non si potrebbero apporre dei cartelli belli grossi alle estremità e sul percorso della pista ciclabile: ?
Potrebbe essere una modalità di facile impatto e di buona visibilità per ricordare ai pedoni scorretti, mezzi addormentati e troppo invadenti che, sulla pista “ciclabile” che va al torrente Buonanotte, i pedoni sono solo ospiti, diciamo così, “abusivi”.
Ma i ciclisti no, i ciclisti certo no, sulla pista ad essi dedicata non sono loro gli abusivi …

Rispettabile Amministrazione comunale, cercate di non essere anche voi tra quelli del  “ … ma anche …”  Finiamola, una volta per tutte, con il  “ … ma anche …” !

 

Il marciapiedi di Lungomare Cordella sia e rimanga, ma per davvero, “marciapiedi”.
La pista ciclabile di Vasto Marina sia e rimanga, con chiarezza, “ciclabile”.

La  pista ciclabile! Metafora amara di un popolo che mostra di non avere più “regole” …

 

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