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Corsi professionali tagliati, nuove proteste

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VASTO – “E’ una grande miopia e negligenza del governo regionale non riuscire a finanziare i corsi della formazione professionale”. E’ l’amaro commento di don Francesco Labarile dell’Opera salesiana alla vicenda del taglio dei fondi regionali e della conseguente chiusura dei corsi professionali  degli Istituti San Gabriele e Don Bosco di Vasto, dove sabato un gruppetto di genitori ha protestato davanti alla cattedrale di San Giuseppe per chiedere i ripristino dei finanziamenti, in modo da consentire a 170 ragazzi di frequentare le due scuole che in città hanno insegnato per anni una serie di mestieri a migliaia di giovani.

“A causa dei tagli – dice Andrea Bischia, consigliere comunale di Progetto per Vasto – molti corsi quest’anno non sono partiti e questo ha creato disagi anche di natura sociale con alcuni ragazzi che perdono il senso e la voglia di inserirsi in un contesto scolastico, trovandosi praticamente a non far nulla con tutte le conseguenze, anche in ambito delinquenziale. Chiedo all’assessorato alle Politiche del Lavoro della Regione Abruzzo di ristabilire le priorità di intervento e di includere e di rivedere gli impegni di spesa, uno sforzo per garantire la sopravvivenza di questi corsi, anche attraverso la richiesta di finanziamenti Ue, per ridare speranza alle famiglie e ai giovani, garantendo loro la possibilità di formarsi professionalmente ed evitare che si disperdano nei meandri bui e nelle pericolose abitudini che la vita presenta”.

“E’ veramente un grande dispiacere per noi – dice Fratel Dionigi Taffarello dell’Istituto San Gabriele – dover rifiutare ogni anno le richieste di tantissime famiglie che vorrebbero inserire i loro figli nel mondo del lavoro attraverso un corso di formazione professionale e sapere dai genitori stessi che i loro figli, spesso allontanatisi dalla scuola per svariati motivi, non vedono altra prospettiva che lo stare a spasso, con tutti i rischi che questo comporta, o entrare nel mondo del lavoro senza alcuna preparazione e in condizioni spesso umilianti”.

“I nostri governanti – commenta don Francesco Labarile – fanno finta di non ricordarsi che le intelligenze dei ragazzi sono diverse. C’è una fascia di giovanissimi adolescenti che, dopo la terza media, se da un lato non reggono affatto una scuola dove è necessaria un’intelligenza prevalentemente teorico-speculativa, dall’altra danno buoni risultati in un Centro di Formazione Professionale dove prevale un’intelligenza pratico-applicativa. Le scienze umane ci hanno insegnato, già da tempo, la molteplicità delle facce dell’intelligenza umana ma i governanti si comportano come se non lo sapessero. Anche la Regione Campania e Puglia anni fa hanno tagliato il finanziamento alla Formazione Professionale, oggi sono tra le Regioni che più di altre chiedono allo Stato più aiuti per contrastare la criminalità organizzata che trova le sue leve proprio tra i giovani che non fanno nulla dalla mattina alla sera. Regioni come il Lazio, il Veneto e altre, si comportano in modo molto più virtuoso e stanno ottenendo buoni risultati: si può chiedere a loro come fanno? Un paese che non riesce a spendere il giusto per l’istruzione dei ragazzi e dei giovani è un paese che ha scelto di incollare i giovani all’effimero mondo della tv, oggi più vuoto che mai”.

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