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Di Pietro jr candidato alle regionali: è polemica in Molise

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VASTO – La notizia è rimbalzata rapidamente su tutti gli organi d’informazione nazionali nell’ultimo dei tre giorni di festa nazionale dell’Italia dei valori, che si è svolta da venerdì a ieri a Vasto. La candidatura alle regionali del Molise di Cristiano Di Pietro, figlio del leader nazionale dell’Idv, ha causato l’abbandono in blocco degli iscritti al circolo di Termoli del partito del gabbiano.

In un comunicato gli attivisti termolesi affermano che la scelta ricaduta su Cristiano Di Pietro, che nella vita fa l’agente di polizia al Commissariato di Vasto ed è stato consigliere provinciale a Campobasso, “appare figlia della stessa concezione familistica e privatistica che presumibilmente ha mosso il capo della Lega a candidare e far eleggere il figlio al Consiglio Regionale della Lombardia o il presidente del Pdl Silvio Berlusconi a candidare e a far eleggere Nicole Minetti allo stesso Consiglio regionale lombardo'”.

Per questo “si decide, seduta stante, di interrompere la propria esperienza politica con l’Idv”, si legge nella nota.

Ma il segretario regionale molisano dell’Italia dei valori, Pierpaolo Nagni, respinge le polemiche: “L’Idv non ha accettato il loro ricatto: volevano imporre un candidato che, pur sollecitato in altre circostanze elettorali a correre con Idv, ha sempre scelto di non voler fare nessun percorso con noi per poter conservare la sua autonomia”.

Sulla vicenda interviene lo stesso Antonio Di Pietro: “Mio figlio – afferma – ha fatto e deve fare tutte le trafile, al pari degli altri. Non potra’ mai ottenere, almeno fino a quando saro’ vivo io, un posto in nome o per conto del partito, con listini e quant’altro. Per fare il consigliere regionale mio figlio dovra’ chiedere la fiducia sulla sua persona e sulle sue capacita’. Se i cittadini gli danno il consenso vuol dire che se lo e’ meritato, perche’ il figlio del politico non deve essere avvantaggiato, ma certamente ha diritto anch’esso a misurare il proprio consenso direttamente chiedendolo ai cittadini”.

L’intervento – Riceviamo una lettera aperta di Davide D’Alessandro, consigliere comunale di Alleanza per Vasto. “Cristiano Di Pietro, figlio di Tonino, è candidato alle elezioni regionali del Molise. La notizia ha scatenato la reazione dei membri del circolo Idv di Termoli che, prima di abbandonare il partito, hanno scritto: Di Pietro come Bossi e Berlusconi, accomunati dalla stessa concezione familistica e privatistica della politica. Be’, è difficile dare loro torto. È vero che Cristiano è impegnato da tempo in politica, ma una candidatura così importante, in un contesto storico così delicato nei rapporti tra politica e cittadino, sa di casta, di favoritismo, di privilegio, insomma di tutte quelle cose che Tonino contesta, a parole, quotidianamente. Come la candidatura del figlio di Bossi che, alle ultime regionali lombarde, fu il più votato nella provincia di Brescia. Era il figlio del capo e il partito si mise a sua completa disposizione per farlo eleggere. Ma se sei figlio di un leader politico, non puoi fare politica? Sì, puoi farla, ma per la candidatura e, magari, l’elezione sarebbe opportuno il ritiro di papà. Ci fu un altro papà, dopo la seconda guerra mondiale, al quale la figlia chiese un semplice impiego statale, non la candidatura a consigliere regionale o a deputato. Il papà rispose: Non si può, perché lo Stato paga già uno stipendio alla nostra famiglia. Quel papà era Presidente del Consiglio. Ma si chiamava Alcide De Gasperi”.

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