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Inchiesta autovelox, tutti rinviati a giudizio i 16 indagati

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VASTO – Tutti rinviati a giudizio i 15 indagati nell’ambito dell’inchiesta Autovelox selvaggio. Lo ha deciso stamani il Gup del Tribunale di Vasto, Anna Rosa Capuozzo, accogliendo la richiesta del Pm, Francesco Prete.

Associazione a delinquere, truffa, peculato e violazione dell’articolo 97 della Costituzione, che impone il principio d’imparzialità della pubblica amministrazione: questi i capi d’imputazione ipotizzati nell’ambito delle indagini, partite nel 2006 su iniziativa dei carabinieri della Compagnia di Atessa, e finalizzate a far luce sull’utilizzo da parte dei Comuni delle apparecchiature elettroniche di controllo della velocità. Secondo l’accusa, sarebbero serviti solo per fare cassa.

Un’inchiesta condotta anche attraverso l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, analizzate da Monia Palmieri, perito nominato dalla magistratura vastese per sbobinare ore e ore di telefonate registrate dagli investigatori.

Gli indagati – A giudizio andranno Giuseppe Cavallone, 51 anni, vigile urbano di Fresagrandinaria, Gianfranco Caravaggio, 42 anni, vigile a Lentella, Maurizio Antonini, 41 anni e Giovanni Di Stefano, 50 anni, ex e attuale sindaco di Fresagrandinaria, Nicola Di Stefano, 34 anni, figlio di Giovanni e all’epoca dei fatti socio al 50% della Euroservice, impresa noleggiatrice degli autovelox, Giosuè Forgione, 57 anni vigile a Cupello, Michele Di Dia, 53 anni di Trivento, vigile a San Giovanni Lipioni, Pierluca Di Giuseppe, tecnico della Fine service, Domenico Profeta, 50 anni vigile urbano, Giovanni Giammichele, 35 anni, ex sindaco di Dogliola, Leandro Di Lallo, 52 anni, sindaco di Lentella prima di Moro, Carlo Moro, 48 anni, sindaco di Lentella, Nicolino Di Giuseppe , 56 anni, tecnico e amministratore della Fine Service, Giuseppe Besca, 45 anni socio della Euro Service, Antonio Marchesani , 52 anni, comandante della polizia municipale di Cupello.

“Nell’udienza preliminare di stamani, abbiamo chiesto l’assoluzione dal peculato per uso dei telefoni del Comune e la derubricazione dall’accusa di associazione a delinquere a truffa”, spiega l’avvocato Giovanni Cerella, che insieme a Domenico Conti difende Giovanni e Nicola Di Stefano.

L’avvocato Nicola Artese ha sostenuto “l’estraneità ai fatti dei miei assistiti in quanto Marchesani, comandante della polizia locale del Comune di Cupello, ha fornito esclusivamente un asettico parere sulla convenienza di avvalersi di una ditta esterna pur avendo in dotazione una apparecchiatura autovelox, dato che non si sarebbero dovuti sopportare i costi di manutenzione e il personale da adibire al servizio sarebbe stato minore; per quanto riguarda il Di Lallo, allora sindaco di Lentella, la legittimità delle transazione dei giudizi sulle multe assunte con delibera della Giunta nell’interesse esclusivo dell’ente”.

“Stiamo lavorando attivamente affinchè tutti gli automobilisti d’Abruzzo, Molise e di tutta l’Italia ricevano la dovuta assistenza legale ed il patrocinio nella costituzione di parte civile”, commenta Antonio Turdò, presidente del comitato Pro Trignina, sorto al gennaio 2009 per contrastare l’utilizzo di autovelox imboscati lungo la Fondovalle Trigno e utilizzati dai Comuni.

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