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Parco: decisione sul perimetro rinviata al 27 settembre

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VASTO – Con 14 voti favorevoli il Consiglio comunale di Vasto ha deciso di rinviare l’approvazione della perimetrazione del Parco della Costa teatina. Quasi 4 ore è durato il dibattito, con un’interruzione di una ventina di minuti. Il 27 settembre si terrà una seduta straordinaria, a 3 giorni dalla scadenza dell’ultimatum imposto dal decreto Milleproproghe.

Progetto per Vasto ha votato no. Le altre forze d’opposizione non hanno partecipato al voto.

Approvati con 14 voti gli equilibri di bilancio. Otto consiglieri d’opposizione hanno abbandonato l’aula, mentr Desiati e Bischia (PpV) hanno votato contro.

Il Parco – Per la delimitazione del Parco della Costa teatina il Consiglio comunale di Vasto voterà in una seduta straordinaria da tenersi prima di fine mese. Il punto all’ordine del giorno è stato ritirato dall’amministrazione comunale su richiesta formulata dal capogruppo del Pd, Francesco Menna, che ha letto in aula il testo di un secondo ordine del giorno con cui il gruppo consiliare del Partito democratico chiede al sindaco, Luciano Lapenna, di ritirare il punto in discussione. “Essendoci una richiesta formulata dai consiglieri, non posso esimermi dall’accoglierla”, dice il primo cittadino.

Il presidente del Consiglio comunale, Peppino Forte, dichiara ritirato il punto e passa avanti. Ne nasce un botta e risposta con Guido Giangiacomo ed Etelwardo Sigismondi (Pdl), che vogliono discuterne ugualmente. “Voglio intervenire, altrimenti occuperemo l’aula”, annuncia Sigismondi.

Lapenna: “Se esiste una facoltà di ritiro, posso esercitarla in qualsiasi momento”.

Della Porta (Vasto giovani): “Una volta iniziata la discussione, non si può interrompere”.

Lapenna legge l’articolo 43 del regolamento del Consiglio comunale e poi dichiara: “Chiedo la sospensione della seduta per una riunione dei capigruppo, in modo da trovare una soluzione condivisa”.

Attorno alle 11,30 è ripresa la seduta con una discussione sul rinvio alla prossima settimana.

L’inizio della seduta – Non si vota. Il Consiglio comunale di Vasto oggi non prenderà una decisione definitiva sul perimetro del Parco della Costa teatina. Servirà un’ulteriore seduta straordinaria. E’ emerso dall’inizio del dibattito nell’aula Vennitti del municipio.

“Un parco – dice nel suo intervento Massimo Desiati (PpV) – non nasce per impedire la speculazione edilizia. E’ un nobile intento impedire la speculazione, ma non lo si fa istituendo un parco, che nasce per la protezione della flora e della fauna. Ci sono altri strumenti per bloccare la cementificazione. E’ come dire: in una città molti parcheggiano in divieto di sosta, allora chiudiamo al traffico la città”. Secondo il leader di Progetto per Vasto, il problema è politico, “se un’amministrazione non sa fare una variante al Piano regolatore”. E sulla grandezza del futuro Parco della Costa teatina, che l’ala sinistra del centrosinistra vorrebbe estendere al centro storico della città, Desiati pone dubbi sui permessi edilizi: “Realizzare una finestra cosa comporterà? Tra dentro e fuori dal Parco ci sarà una differenza”.

Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale annuncia che “siamo aperti al contributo di tutti” e “torneremo in Consiglio anche a San Michele” per decidere i confini dell’area protetta.

Nicola Del Prete (ApI): “Invito l’assessore Sputore a farsi protagonista di questa vicenda. Mi auguro non sia una fotocopia ingrandita di Punta Aderci, dove c’è la tutela, ma non lo sviluppo. Credo si possa partire dalla delibera del Consiglio regionale”.

Anna Suriani, assessore all’Ambiente: “La procedura ci è stata indicata dal decreto Milleproroghe: l’individuazione del perimetro si deve fare sulla base dei vincoli esistenti. Quindi, non siamo di fronte a ipotesi massimaliste scaturite da un conclave di fotti ambientalisti. La procedura è stata concordata con la Regione Abruzzo”. Sulla contrarietà di 5 Comuni su 8: “L’istituzione di tutti i parchi è passata sopra le teste della popolazione. Altrimenti non esisterebbe il Parco della Maddalena. E nemmeno il Parco nazionale d’Abruzzo, dove la popolazione era fortemente contraria. Ci furono aggressioni armate nei confronti di Franco Tassi”, ex presidente parco abruzzese, che “è il più visitato d’Italia”. 

La vigilia – Si va in Consiglio comunale col macigno che il Consiglio regionale ha assestato sulle spalle del Comune. Vasto Marina fuori dal Parco nazionale della Costa teatina. Non è una decisione da poco. Non la accetterà una parte della maggioranza che sostiene l’amministrazione Lapenna. Vorrebbero molto di più sia Sinistra ecologia e libertà che Rifondazione comunista. Non la accetta l’Italia dei valori, che col segretario, Alfredo Bontempo, ha già detto: “A che serve il Parco, se non ne fa parte Vasto Marina?”. Da vedere cosa farà Corrado Sabatini. Su questa vicenda, il capogruppo dell’Idv è più lontano dal suo partito e più vicino alla posizione del Partito democratico, che vuole dentro il Parco Punta Aderci, le altre zone sottoposte a tutela ambientale e le aree di risulta dell’ex ferrovia.

I vertici – Due riunioni ieri in municipio. Prima gli assessori Marco Marra, Vincenzo Sputore e il presidente della commissione Assetto del territorio, Domenico Molino, hanno incontrato le associazioni ambientaliste Wwf, Cai, Fai, Legambiente, Arci, Costituente del Parco della Costa teatina e Unesco.

Poi il vertice di maggioranza per chiudere il cerchio, anzi il perimetro, attorno alla Costa teatina.

“Noi di Rifondazione comunista – dichiara Marra poco prima del confronto con gli altri partiti della coalizione – siamo favorevoli all’inclusione del centro storico di Vasto all’interno del Parco. Inserire il borgo antico dentro l’area protetta significa candidare la città ad essere sede del futuro Ente Parco. Su questa proposta relativa al centro storico abbiamo ricevuto anche il parere positivo del Consorzio Vasto Golfo d’Oro che raggruppa gli operatori turistici titolari delle strutture ricettive. E’ un sì importante. La risoluzione approvata dal Consiglio regionale? Da un lato è positiva, dall’altro ridicola. Positiva perché in questo modo il centrodestra che governa la Regione sconfessa Febbo e si dichiara favorevole al Parco. Ridicola perché i parchi a isole non esistono. Il Ministero boccerà questa ipotesi”.

Ieri – L’ultima forzatura di un tira e molla che non accenna a terminare è questa: Vasto Marina rimarrà fuori dal Parco nazionale della Costa teatina. Lo dice chiaramente la risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale. L’area protetta non sarà lunga come tutto il litorale della provincia di Chieti, ma a macchia di leopardo. Interrotta da pezzi di litorale, città e località balneari che ne rimarranno fuori.

Oasi naturali al contrario. Qualche ambientalista le ha già ribattezzate “oasi anti naturali”. Dalla seduta di Palazzo dell’emiciclo viene fuori una soluzione di compromesso, forse inevitabile visto che il fronte del no nelle ultime settimane si era andato rafforzando e armando in vista della battaglia.

Vasto Marina, Francavilla al Mare e il litorale dei Ripari di Giobbe a Ortona rimangono fuori. Scelte che influiranno inevitabilmente sulle decisioni dei Comuni riguardo alla definizione del perimetro della grande riserva sottoposta a tutela ambientale. Che sarà molto meno grande di quanto si prevedesse nel 2005, anno dell’arretramento della linea ferroviaria adriatica.

Il 22 a Vasto la maggioranza dovrà presentare la sua proposta in Consiglio comunale. Se approvata, quella sarà l’ipotesi di perimetrazione che il Comune presenterà al Ministero dell’Ambiente.

La polemica – “Se viene snaturato, il Parco a che serve?” chiede Alfredo Bontempo, segretario dell’Italia dei valori di Vasto. “Se la delibera regionale è un passo avanti ben venga, ma non si può fare un Parco a macchia di leopardo. Le cose belle da salvaguardare devono stare dentro i confini. Se Vasto Marina è fuori, cosa lo facciamo a fare questo Parco?”.

La Regione – Mauro Febbo, assessore regionale e responsabile del tavolo di coordinamento sulla Costa teatina, affida a un comunicato le sue ragioni: “Bisogna concentrarsi sulle Riserve, così come sottolineato da molte associazioni come Ambiente e Vita, perché queste possano costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di Parco, un Parco a Isole, connesse tra loro in un sistema territoriale a rete. Questa nuova concezione di Parco è stata condivisa anche dalla Ce: basti pensare che esistono già 14 realtà di questo tipo. Nel corso della seduta straordinaria abbiamo assistito alla sconfitta dell’estrema sinistra presente in Consiglio regionale ormai isolata anche dalla posizione del Pd che come dimostra l’intervista al Senatore Legnini pubblicata il 15/09/2011, condivide le osservazioni che sono alla base del nostro ragionamento”.

“Legnini – sottolinea Febbo – chiede di trovare la soluzione più giusta e meno problematica e soprattutto sottolinea che è necessaria una perimetrazione ristretta che si basi sulla aree già protette. Con la risoluzione approvata in Consiglio inoltre è stata ribadita l’esclusione del territorio di Francavilla al Mare, dei Ripari di Giobbe e della Marina di Vasto”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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