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Perimetro del Parco, l'ultima novità: fuori Vasto Marina

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VASTO – L’ultima forzatura di un tira e molla che non accenna a terminare è questa: Vasto Marina rimarrà fuori dal Parco nazionale della Costa teatina. Lo dice chiaramente la risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale. L’area protetta non sarà lunga come tutto il litorale della provincia di Chieti, ma a macchia di leopardo. Interrotta da pezzi di litorale, città e località balneari che ne rimarranno fuori.

Oasi naturali al contrario. Qualche ambientalista le ha già ribattezzate “oasi anti naturali”. Dalla seduta di Palazzo dell’emiciclo viene fuori una soluzione di compromesso, forse inevitabile visto che il fronte del no nelle ultime settimane si era andato rafforzando e armando in vista della battaglia.

Vasto Marina, Francavilla al Mare e il litorale dei Ripari di Giobbe a Ortona rimangono fuori. Scelte che influiranno inevitabilmente sulle decisioni dei Comuni riguardo alla definizione del perimetro della grande riserva sottoposta a tutela ambientale. Che sarà molto meno grande di quanto si prevedesse nel 2005, anno dell’arretramento della linea ferroviaria adriatica.

Il 22 a Vasto la maggioranza dovrà presentare la sua proposta in Consiglio comunale. Se approvata, quella sarà l’ipotesi di perimetrazione che il Comune presenterà al Ministero dell’Ambiente.

La polemica – “Se viene snaturato, il Parco a che serve?” chiede Alfredo Bontempo, segretario dell’Italia dei valori di Vasto. “Se la delibera regionale è un passo avanti ben venga, ma non si può fare un Parco a macchia di leopardo. Le cose belle da salvaguardare devono stare dentro i confini. Se Vasto Marina è fuori, cosa lo facciamo a fare questo Parco?”.

La Regione – Mauro Febbo, assessore regionale e responsabile del tavolo di coordinamento sulla Costa teatina, affida a un comunicato le sue ragioni: “Bisogna concentrarsi sulle Riserve, così come sottolineato da molte associazioni come Ambiente e Vita, perché queste possano costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di Parco, un Parco a Isole, connesse tra loro in un sistema territoriale a rete. Questa nuova concezione di Parco è stata condivisa anche dalla Ce: basti pensare che esistono già 14 realtà di questo tipo. Nel corso della seduta straordinaria abbiamo assistito alla sconfitta dell’estrema sinistra presente in Consiglio regionale ormai isolata anche dalla posizione del Pd che come dimostra l’intervista al Senatore Legnini pubblicata il 15/09/2011, condivide le osservazioni che sono alla base del nostro ragionamento”.

“Legnini – sottolinea Febbo – chiede di trovare la soluzione più giusta e meno problematica e soprattutto sottolinea che è necessaria una perimetrazione ristretta che si basi sulla aree già protette. Con la risoluzione approvata in Consiglio inoltre è stata ribadita l’esclusione del territorio di Francavilla al Mare, dei Ripari di Giobbe e della Marina di Vasto”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Ieri – Il Consiglio regionale, nel corso della seduta straordinaria di oggi pomeriggio, convocata per fare il punto sulla vicenda dell’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, ha approvato – con i voti del Pdl e l’astensione di Fli, Udc e Api – una risoluzione a firma del Capogruppo del PdL Lanfranco Venturoni. Nel documento, illustrato dall’Assessore regionale ai Parchi Gianfranco Giuliante, viene di fatto recepita la linea già più volte ribadita nei mesi scorsi dall’Assessore regionale Mauro Febbo e finita al centro di una polemica politica, che ha portato alla richiesta di un Consiglio regionale straordinario da parte delle opposizioni all’Emiciclo.

“Il dibattito sul Parco della Costa Teatina – si legge nella risoluzione – si deve concentrare sulle riserve, perché queste possano costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di Parco, un Parco diffuso, un Parco a isole, connesse fra loro in un sistema territoriale a rete. E’ qui la soluzione, è qui il futuro per questa importantissima fascia del territorio abruzzese. L’elemento connettivo di questo sistema aperto, potrà essere individuato nel tracciato della ferrovia costiera, così da integrare, in un unicum riqualificante e innovativo, il Progetto Speciale Territoriale della fascia costiera (elaborato dalla Provincia di Chieti) e quello del Parco della Costa. Valido supporto a tale scelta – continua il documento – potrà essere un Piano del Parco che concentri gli elementi distintivi di tutela, facendoli coincidere con i perimetri delle Riserve esistenti; che istituisca una fascia intermedia coincidente con il tracciato ferroviario (considerabile quale ‘corridoio ecologico’) e individui un’area di protezione esterna, la cui perimetrazione è già nota, che consenta un equilibrato sviluppo del distretto turistico costiero teatino-frentano-vastese e la valorizzazione delle peculiarità produttive d’eccellenza dei comprensori interessati. Un siffatto Parco e il Piano ad esso conseguente, potrebbe recepire quanto già normato negli strumenti di pianificazione territoriale di area vasta già esistenti e non compromettere le attività socio-economiche attuali e future”.

Respinta, invece, un’altra risoluzione a firma di Walter Caporale (Verdi). Le opposizioni avevano chiesto le dimissioni di Mauro Febbo da coordinatore del Tavolo tra i Comuni interessati, la Regione e la Provincia di Chieti. (Ansa)

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