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Parco, sì a larga maggioranza: centrosinistra-Udc-ApI-ApV

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VASTO – Vasto ha deciso quale parte del suo territorio dovrà entrare nel Parco nazionale della Costa teatina. A larga maggioranza (17 sì su 22 presenti dei 24 consiglieri totali) il Consiglio comunale ha approvato la proposta di perimetrazione elaborata dall’amministrazione comunale. Approvati nelle battute finali della seduta anche alcuni emendamenti (proposte di modifica) presentati dalle forze politiche d’opposizione.

Il via libera alla grande area protetta che abbraccerà arriva dalla maggioranza di centrosinistra, ma raccoglie anche 3 voti dell’opposizione: ad alzare la mano per il sì sono Davide D’Alessandro (Alleanza per Vasto), Nicola Del Prete (Alleanza per l’Italia) e Massimiliano Montemurro (Udc). Tre i contrari (Guido Giangiacomo, Etelwardo Sigismondi e Manuele Marcovecchio del Pdl), 2 gli astenuti (Massimo Desiati e Andrea Bischia di Progetto per Vasto).

La seduta – Alleanza per Vasto apre al centrosinistra e annuncia che voterà a favore della proposta di perimetro del futuro Parco della Costa teatina. Ma a sinistra Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e libertà storcono il naso. Paola Cianci (Rc) presenta degli emendamenti per ampliare i confini individuati dall’amministrazione comunale.

Una timida apertura verso l’ipotesi formulata dalla Giunta Lapenna viene dal centrodestra, pronto a dire sì, ma a patto che si escludano “Vasto Marina e la zona del centro storico dalla vostra proposta”, dice in aula Etelwardo Sigismondi (Pdl), annunciando “un emendamento del consigliere Manuele Marcovecchio”.

Domenico Molino (Pd) parla di scelta “epocale” e avverte “se i presupposti sono diversi da questo, stiamo facendo uno scarabocchio su un pezzo di carta”.

E’ un quadro frastagliato, quello che si delinea nel Consiglio comunale straordinario, riunito per delimitare l’area protetta a tre giorni dalla scadenza ultima del 30 settembre. La seduta è iniziata attorno alle 15,20.

Il perimetro – La Giunta Lapenna prevede questo perimetro: Tutta la fascia costiera dalla riva del mare alla statale 16, le aree sottoposte a tutela ambientale e di pregio naturalistico, da Punta Aderci alle Dune di Vasto Marina, passando per San Nicola, Casarza, le zone rosse (ad alto rischio frane e, dunque, vietate all’edilizia) e una parte limitata del centro storico: l’area di via Adriatica dalla chiesa della Madonna delle Grazie fino a Palazzo D’Avalos, possibile sede del futuro Ente Parco. Per candidarsi ad essere Comune capofila, infatti, Vasto deve indicare un edificio di riferimento per gli uffici dell’organo di governo dell’area verde.

Paletti – Paola Cianci (Rifondazione comunista) mette i paletti, precisando che, rispetto al perimetro individuato dall’amministrazione comunale, “la nostra proposta di Parco è diversa. Comprende le aree del Pai, le zone rosse, le aree Sic come base di partenza”, ma va ampliata alle “aree rurali, zone antropizzate e a quelle di interesse naturalistico, nello spirito della legge quadro” con cui il Parlamento ha istituito il Parco della Costa teatina.

Aperture al centro – Se l’ala sinistra della coalizione storce il naso, potrebbe sfondare al centro la proposta dell’amministrazione condivisa dal resto dell’alleanza di governo della città.

Nicola Del Prete: “Finalmente- dice scandendo le parole – ci è data l’occasione di avere una mappa”, che significa “una prospettiva di sviluppo per questo territorio. Sono orientato al voto, molto dipenderà dalle vostre proposte. Vogliamo andare verso il sì convinto al Parco della Costa teatina”, ma “ci sono dei passaggi che vanno puntualizzati”, a partire dalla “zona degli ortolani, a monte di Vasto Marina. Lì ci sono delle peculiarità da tutelare”.

Davide D’Alessandro annuncia il sì di Alleanza per Vasto. Le scelte possibili sono due: la prima va “verso la fine di ciò che è libero e aperto”, l’altra stabilisce che la città “deve caratterizzarsi per le bellezze naturali. Cos’è il Parco, se non turismo? Ma non c’è turismo senza tutela dell’ambiente”. No al “cemento, cemento. Troppo cemento. Mi piace pensare che anche l’arcivescovo Bruno Forte possa essere contento della scleta, che non deve essere di destra o di sinistra, ma la migliore per la città”. Una scelta “pensando a Vasto. Soltanto a Vasto”.

Interviene anche Massimiliano Montemurro: “Vasto Marina è una zona già fortemente antropizzata. Inserendola nel Parco cosa si va a tutelare?”.

Centrodestra possibilista – Etelwardo Sigismondi (Pdl): “Dobbiamo chiederci anche quello che accadrà all’indomani della perimetrazione. Noi abbiamo un progetto, quello della Via Verde, che trova la massima condivisione”. Poi una serie di critiche a ritardi e scelte dell’amministrazione di centrosinistra. Infine uno spiraglio che si apre. E la proposta di “stralciare”, cioè di eliminare dalla mappa del perimetro, “Vasto marina e la zona del centro storico”, limitandosi ad “andare a salvaguardare le zone già tutelate e di valenza ambientale”. La posizione del centrodestra è contenuta in un emendamento presentato da Manuele Marcovecchio (Pdl).

Poi è la volta degli assessori Marco Marra e Anna Suriani. “Siamo per lo sviluppo. La tutela già c’è” con i vincoli di inedificabilità imposti oltre 4 anni fa. Lo fa notare Marra, esponente di Rifondazione. “Non possiamo avere paura di noi stessi che decidiamo sul Parco”. Respinge le accuse rivolte all’ala sinistra del centrosinistra, tacciata di voler ingessare lo sviluppo di Vasto inglobandone tutto il territorio o almeno il centro storico nell’area protetta: con la realizzazione della grande riserva arriveranno “finanziamenti per ristrutturare i bad & breackfast e le case”.

“Abbiamo l’opportunità di riqualificare Vasto Marina, che è stata massacrata”, afferma Anna Suriani. “Tentiamo di arrivare a un voto unanime”.

Lapenna – Il dibattito si avvia alla fase decisiva. In aula arriva anche Angelo Pollutri, primo cittadino di Cupello, il cui Consiglio comunale ha deliberato ieri all’unanimità di voler entrare nella Costa teatina. Alle 19,21 prende la parola il sindaco, Luciano Lapenna: “Oggi la città è unita a favore del Parco”. Non è questa la soluzione definitiva, “perché si riaprirà il confronto e il dialogo anche con gli altri Comuni del litorale” e, in ogni caso, la proposta di Vasto e delle altre località della riviera teatina sarà valutata dal Ministero dell’Ambiente. Ma, afferma il sindaco, “questo è l’atto della nostra città”. Un voto “che non esito a definire storico”.

Il centrodestra chiede e ottiene una sospensione per riunire la conferenza dei capigruppo al fine di cercare una soluzione condivisa. La seduta riprende alle 20,27 con l’appello dei presenti eseguito dal segretario generale del municipio, Rosa Piazza.

I primi emendamenti in votazione sono quelli proposti da Progetto per Vasto, 4 in tutto. Desiati sul perimetro: “Quello che va tutelato è a valle della ferrovia”, dunque la linea di demarcazione è l’ex tracciato Fs. Molino (Pd): “La maggioranza ritiene di non dover accogliere questo emendamento”. Stesso discorso per il secondo emendamento. Entrambe le votazioni finiscono così: 5 favorevoli, 14 contrari, 3 astenuti.

Terzo emendamento viene modificato con una proposta della maggioranza e approvato all’unanimità. Tutti d’accordo i 22 consiglieri presenti anche sulla quarta proposta di modifica avanzata da Desiati, secondo cui sull’area verde “il vincolo deve essere tale da proteggere biotopi, flora e fauna, ma non può escludere i servizi al turismo”.

Approvato anche il primo emendamento proposto da Giangiacomo, Sigismondi e Marcovecchio (Pdl). A esporre anche il secondo è Marcovecchio, che chiede “una puntualizzazione e a rendere coerente la cartografia con i criteri” previsti dalla documentazione. Sì all’unanimità.

Via libera anche a una proposta di Del Prete, Montemurro e D’Alessandro.

Quattro emendamenti presentati da Paola Cianci per ampliare i confini del Parco rispetto alla proposta base dell’amministrazione Lapenna. Francesco Menna annuncia il no del Pd su tutti e quattro. Le proposte di Rifondazione comunista sono destinate a essere respinte.  Maurizio Vicoli annuncia l’astensione di Sinistra ecologia e libertà.

Nelle dichiarazioni di voto finali, Cianci annuncia il sì di Rifondazione comunista nonostante la bocciatura degli emendamenti proposti da Falce e martello. “Serve la massima condivisione”.

 

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