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Buoni postali mai riscossi: un tesoro. Un caso anche a Vasto

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VASTO – Dopo i buoni postali del 1954 di Barisciano, ecco quelli di Vasto, che risalgono al 1941. “Chissà quanto valgono questi”, chiede il proprietario, che ora pensa di partecipare alla class action, l’azione legale collettiva che in tutta italia stanno predisponendo i possessori di vecchi titoli di credito con interessi esorbitanti maturati nel corso di decenni. Poste, Banca d’Italia e Ministero del Tesoro potrebbero essere costrette a risarcire cifre altissime, lievitate fino a 6 zeri col trascorrere del tempo. A Barisciano (L’Aquila) un cinquantottenne ha fatto valutare i suoi buoni postali da un esperto. Responso: varrebbero 2 milioni di euro. Una notizia che ha fatto il giro d’Italia.

Anche a Vasto, ci sono dei buoni postali ancora intatti. “Appartenevano ai miei genitori. Non sono mai stati riscossi”, dice Luigi Marcello, vice presidente del Consiglio comunale. Racconta che quei due buoni postali fruttiferi appartenevano ai suoi genitori, Angelo Marcello e Lucia La Verghetta. Uno da 100 lire, l’altro da 500. “All’epoca erano cifre elevate”, sottolinea il consigliere comunale ricordando quando il papà, silurista sul sommergibile Brin durante la Seconda Guerra Mondiale, riscuoteva la paga e la inviava a Vasto alla sua famiglia. Casse navali, c’è scritto sul buono postale ordinario da 100 lire.

“Non escludo di aderire alla class action” predisposta dall’avvocato Marco Angelozzi del Foro di Roma in nome e per conto del 58enne di Barisciano e di altre 13 persone in Abruzzo, 400 in tutta Italia. Andrà verificato, comunque, se il caso di Marcello può essere associato agli altri.

Secondo le Poste i buoni hanno una scadenza di 30 anni, più altri 10 di prescrizione ordinaria per la loro riscossione. L’avvocato Angelozzi ha basato la sua azione legale su questa tesi: il limite dei 40 anni non vale per chi ha ritrovato i titoli in tempi recenti senza essere mai venuto a conoscenza della loro esistenza.

Si vedrà se i buoni di Marcello potranno essere riscossi a distanza di 7 decenni. Di certo, sono un bel cimelio e raccontano la storia di una famiglia, che poi è un pezzo di storia di tutto il nostro Paese.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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