vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

"Case popolari del quartiere San Paolo, ci piove dentro"

Più informazioni su

VASTO – “Piove dentro le nostre case. Quando verranno ad aggiustarle una volta per tutte?”. Inquilini in rivolta al quartiere San Paolo, il più popoloso di Vasto con oltre 13mila residenti.
Nel mirino finisce l’Ater, l’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica. Le case popolari di via Spataro numero 4 versano in condizioni di degrado. Sono gli stessi inquilini a dirlo. Non è la prima volta che le 12 famiglie segnalano il problema all’ente pubblico proprietario degli alloggi e preposto a eseguire manutenzione e riparazioni. Nessun intervento risolutivo. E così scoppia la protesta.
“Vivo in questo palazzo da trent’anni. Ci sono venuta poco dopo la costruzione dell’edificio”, racconta Maria La Verghetta, che denuncia i numerosi problemi della struttura. “Sono tre anni che cerchiamo di ottenere qualcosa. Nel 2009 ho inviato la prima lettera all’Ater, chiedendo di mettere a posto il tetto. L’ente ha mandato dei muratori, che hanno cambiato due tegole e se ne sono andati. Alla pioggia successiva, stesso problema”.

Ai piani alti dello stabile “bisogna mettere i tegami in camera da letto e nelle altre stanze perché l’acqua filtra dal soffitto e bagna tutto”.
Pessime anche le condizioni del cortile. “Le stradine interne – spiega Maria La Verghetta – sono tutte sfondate”.

Dappertutto infiltrazioni e muffa, spigoli dei balconi che si sgretolano, lasciando scoperta l’armatura sottoposta all’usura degli agenti atmosferici. E fuori dal palazzo l’asfalto scoppia e al di sotto si vedono buche profonde, che rischiano di diventare voragini: “Qualcuno potrebbe cadere e farsi male seriamente”.
Altre volte il malcontento degli inquilini è sfociato nella protesta. In due circostanze in via De Gasperi gli abitanti di un condominio sono stati costretti a scendere in strada a manifestare.
Solo dopo i sit-in e la risonanza che la vicenda ha avuto sulla stampa sono riusciti a ottenere i necessari lavori di ristrutturazione dell’edificio. Ora sono altri cittadini ad alzare la voce per rivendicare abitazioni pienamente vivibili. “A maggio – racconta la residente – ho scritto un’altra lettera all’Ater. Sabato scorso, a distanza di quattro mesi, si sono visti i muratori. Hanno compiuto un sopralluogo e se ne sono andati”.
Gli inquilini sono scettici. Pensano che anche stavolta accadrà come in passato: qualche intervento tampone, inadeguato a risolvere definitivamente il problema. “Non vogliamo essere cittadini di serie B”. Sono pronti all’azione legale.

Più informazioni su