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"Porta Nuova": "Vogliono abbattere il mercato coperto"

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VASTO – Una raccolta firme per salvare il mercato coperto. Il Programma di recupero del centro storico di Vasto prevede l’abbattimento della storica e malandata struttura di piazza Santa Chiara. Lo rivela l’associazione civica Porta Nuova, che ha presentato una serie di osservazioni (proposte di modifica) al Piano Cervellati cui il Consiglio comunale ha dato il 4 aprile il primo vial blibera di una lunga procedura che prevede i pareri decisivi della Regione Abruzzo

“La nostra – afferma Michele Celenza, presidente di Porta Nuova – è stata l’unica associazione che a riguardo ha ufficialmente inoltrato delle osservazioni entro i termini di legge, osservazioni che, sebbene siano molto gravi nella sostanza, non hanno acceso alcun dibattito, né hanno meritato alcuna considerazione da parte degli attori della scena politica locale. Sarebbe troppo lusinghiero per noi se esse fossero inoppugnabili, ma riteniamo più realisticamente che siano state ignorate programmaticamente secondo un modus operandi ormai molto diffuso negli ambienti politici”.

Nel Piano di recupero della città antica sono molte, secondo Porta Nuova, le scelte opinabili: “Abbiamo rilevato l’assenza di un metodo scientifico, il mancato rispetto della normativa specifica sui piani di recupero dei centri storici, il plagio di almeno una proposta di intervento (piazza Histonium), infine l’assurdità del progetto di abbattimento del mercato coperto di Santa Chiara e la sua trasformazione in area residenziale.

Su quest’ultimo punto, che è quello che ha il carattere di maggiore visibilità e concretezza immediata, Porta Nuova ribadisce che la proposta è in palese contrasto con l’analisi socio-urbanistica, peraltro condivisibile, presente nello stesso Piano: nel centro storico non c’è bisogno di altre unità abitative, poiché quelle esistenti sono perlopiù vuote o stanno per essere abbandonate.
Crediamo di dare voce a quanti tengono al futuro del centro storico di Vasto affermando con convinzione che il mercato coperto deve continuare ad esistere e a svolgere così la sua sperimentata funzione di interscambio tra il centro storico, l’entroterra e la campagna; una funzione centrale in ogni città storica. Anzi, va riqualificato e potenziato”.

Celenza e gli altri attivisti del sodalizio annunciano una raccolta di firme: “Per dare voce a quanti condividono questo pensiero allestiremo un gazebo in via Cavour, vicino al Torrione, il 29 ed il 30 settembre. Sarà possibile trovare ulteriori informazioni sull’argomento e firmare una petizione contro l’abbattimento del mercato coperto.
La raccolta continuerà nella mattinata di sabato 1° ottobre, nei pressi dello stesso mercato coperto”.

La replica di Porta Nuova alla Puccioni – La Puccioni Spa, in un comunicato a data 27 settembre, ci attribuisce “una interpretazione dei progetti in itinere della Puccioni Spa, del tutto singolare e non rispondente ai valori ambientali e sociali a cui si ispirano.”

Ora, chiunque legga il nostro ultimo comunicato può facilmente constatare che noi dei progetti della Puccioni SpA non avevamo dato alcuna interpretazione. Ne avevamo solo dato notizia.
Notizia ripresa da fonti che ci parevano affidabili.

Una, quella dell’impianto a biomasse, da Abruzzo Impresa – Il mensile del Manager (n. 55, giugno 2011, pag. 22): “Tra i futuri investimenti – ha concluso Cesare Puccioni– una centrale a biomasse.”

L’altra, quella dell’impianto di recupero di rifiuti speciali pericolosi, dall’Avviso al Pubblico che, a norma di legge, l’azienda stessa ha pubblicato sul sito della Regione (www.regione.abruzzo.it/xambiente/index.asp?modello=avvisiDepVIA&servizio=xList&stileDiv=mono&template=default&b=viaAvvisiDeposito).
Per inciso, scadono il prossimo 9 ottobre i termini di presentazione delle relative osservazioni.

Quanto ai “valori ambientali e sociali a cui si ispirano” –i progetti, e presumibilmente l’azienda stessa- crediamo che le loro ispirazioni andrebbero sempre confrontate col contesto reale –ambientale e sociale- cui si riferiscono. Un confronto al quale la Puccioni SpA non ha dato sino ad ora particolari segni di apertura.

 

 

 

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