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Pdl contro Lapenna: "Per tutelare la costa bastava il Prg"

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VASTO – “Per tutelare alcune aree della città bastava fare una variante al Piano regolatore, facendo scattare subito, dopo la prima delibera del Consiglio comunale, le norme di salvaguardia. In questo modo di sarebbero evitate speculazioni edilizie. Ma Vasto avrebbe mantenuto il potere di decidere sul territorio. Un potere decisionale che ci verrà espropriato, perché passera all’Ente Parco, composto da membri nominati in gran parte dal Ministero dell’Ambiente”. A distanza di quattro giorni da Consiglio comunale che ha deciso a larga maggioranza centrosinistra-Udc-ApI-ApV il perimetro del futuro Parco della Costa teatina, il Pdl torna all’attacco. Per dire che “non non siamo contrari al Parco, siamo contro questa perimetrazione”, precisano a turno Guido Giangiacomo, Etelwardo Sigismondi e Manuele Marcovecchio, consiglieri comunali del partito di Berlusconi.

“Non ci è stata presentata nemmeno la cartina nella riunione di sabato sera della commissione Assetto del territorio”, attacca Giangiacomo. “E’ merito nostro se è stato approvato l’emendamento in base al quale i criteri fissati nella delibera di Consiglio comunale prevalgono su una cartina errata. Dovevamo fermarci alle aree di risulta dell’ex ferrovia e non estendere l’area protetta alla statale 16 che, in alcuni punti, è distante parecchie centinaia di metri dalla costa. E non era assolutamente necessario inserire anche il centro strorico. Se fossero state accolte queste nostre proposte, avremmo votato a favore. E poi perché non tutte le aree a rischio di dissesto idrogeologico, ma solo alcune? Sono decisioni prese ad personam o ad particellam?”.

 “Su questo – si inserisce Sigismondi – è stato fatto l’ennesimo pasticcio. Anche sulla parte di centro storico che sarà inclusa nell’area sottoposta a tutela ambientale. Perché, ad esempio, la chiesa di Sant’Antonio sì e quella di Santa Maria no? Per tutelare bastava una variante al Piano regolatore. Su questo abbiamo sfidato Lapenna, dimostrando di essere l’unica opposizione all’amministrazione comunale”. Permangono gli scetticismi sul Parco della Costa teatina: “Per tutelare il litorale – afferma Sigismondi – sarebbe stato sufficiente un protocollo d’intesa condiviso da tutte le amministrazioni della costa per stabilire le regole di salvaguardia e sviluppo omogeneo di tutta la riviera. Invece, Lapenna ha obbedito a quanto stabilito all’epoca da un emendamento di Staniscia e alla sveltina fatta da Legnini con la postilla fatta approvare in Senato nel decreto Milleproroghe. Il sindaco è un burattino nelle mani della dirigenza regionale del Partito democratico”.

Marcovecchio inizia usando tre parole: “Pressappochismo, coerenza, senso di responsabilità. Il pressappochismo è dell’amministrazione comunale, che ha presentato una cartografia totalmente errata e diversa dai criteri della delibera approvata in Consiglio. Coerenti siamo stati noi, che abbiamo un’idea diversa di Parco ma, a differenza di Rifondazione comunista, non abbiamo fatto il teatrino presentando emendamenti, poi bocciati, per aderire infine alla proposta di perimetro presentata dal resto della maggioranza. Abbiamo dimostrato senso di responsabilità ottenendo modifiche che impegnano l’amministrazione comunale a variare la cartografia e a rendere efficaci la perimetrazione e le conseguenti norme di salvaguardia, che ingesseranno il territorio, solo dopo che il Ministero avrà reso definitiva e operativa la delimitazione dei confini del Parco”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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