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Pd, Domenico Molino: "Apriamo al centro"

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VASTO – Questione ambientale, congresso, alleanze. Per il Partito democratico è l’ora delle scelte. Sul suo futuro e su quello di Vasto.

Questione ambientale – Prima la centrale termoelettrica a biomasse liquide nella zona industriale di Punta Penna. Ora la città satellite da 4mila residenti che la società Sgm di Mario e Giuseppe Soria vorrebbe costruire in località Pozzitello, al confine con San Salvo, nella zona individuata per la costruzione del nuovo ospedale. Dal vespaio delle polemiche di questi giorni il Pd esce prendendo tempo: “Ai consiglieri è stata consegnata la documentazione”, dice Francesco Menna, capogruppo dei democratici in Consiglio comunale. “Ora ci riuniremo per valutare il progetto presentato dalla società vastese. La scelta verrà compiuta analizzando i pro e i contro per la collettività”, dichiara col linguaggio felpato della diplomazia.

Congresso e alleanze – Agli inizi di dicembre il Pd andrà a congresso per eleggere il segretario e i dirigenti che lo affiancheranno. Il partito è commissariato da febbraio quando, candidandosi alle primarie per la scelta del candidato sindaco, Peppino Forte ha dovuto rinunciare a guidare la segreteria, affidata al triumvirato composto dal segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, il senatore Giovanni Legnini e il consigliere regionale Camillo D’Alessandro. Nel giro di qualche giorno verranno definite le candidature. “Un congresso vero”, chiede Antonio Del Casale, 21 anni, il più giovane consigliere comunale. 

Molino, stoccata a Rifondazione comunista – Sulle alleanze future Domenico Molino, reduce dalla convention dei rottamatori di Matteo Renzi, lancia una stoccata a Rifondazione comunista: “Vasto – afferma il consigliere comunale – aveva l’opportunità di essere un laboratorio politico nel momento della costituzione delle alleanze” in vista delle scorse elezioni, “ma non lo è stato e oggi si governa la città con questa coalizione. Ma chi conosce la mia storia personale sa benissimo che vedo il Pd in futuro più vicino a un centro popolare e riformista, non a un radicalismo di sinistra, certamente oggi antistorico”.

Le vicende relative alla perimetrazione del Parco nazionale della Costa teatina e alla centrale termoelettrica a biomasse hanno scavato un solco tra l’ala sinistra della coalizione che amministra Vasto e gli altri partiti della maggioranza. Pesano i quattro emendamenti bocciati sul Parco e l’ordine del giorno sulla centrale ritirato su richiesta del sindaco. Erano due questioni sollevate nell’aula Vennitti da Rifondazione, che presenterà comunque il ricorso al Tar nel tentativo di bloccare la realizzazione dell’impianto a biomasse.

Sui rapporti con Falce e Martello, Molino sostiene che “ogni modifica al programma, che è la nostra Bibbia elettorale, va metabolizzata e spiegata ai cittadini. Non possono esserci modifiche di parte. In Sinistra ecologia e libertà individuo una sinistra diversa, che tende su molti temi a convergere con la linea del Pd nazionale. Riguardo a Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, dico che personalmente trovo imbarazzante, con tutto il rispetto che ho per la consigliera Paola Cianci, la non condivisione preventiva degli atti da sottoporre al Consiglio comunale”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com 

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