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Centrale, ricorso al Tar: la Giunta decide

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VASTO – Mentre si allarga il fronte del “no” alla centrale a biomasse a Punta Penna, oggi il sindaco Lapenna porterà la questione in giunta. Dopo il convegno di sabato, anche l’Italia dei valori si è unita a Sel e Rifondazione. Oggi, nalla riunione con sindaco e assessori, si discuterà dell’eventualità di presentare ricorso al Tar contro la costruzione della centrale.

Le posizioni della società. Arriverà dalla Romania gran parte dell’olio vegetale che alimenterà la centrale termoelettrica a biomasse a Punta Penna.

“Abbiamo contattato gli agricoltori locali per raggiungere un accordo sulla produzione di colza e girasole utili all’impianto. Vogliamo creare una filiera corta, ma per rifornire la centrale di combustibile sufficiente servirebbero 10mila ettari di terreno da destinare a quelle coltivazioni. L’olio vegetale arriverà prevalentemente dalla Romania”, dichiara a Vastoweb Giacomo Stella della Costell, la società che per conto della Istonia Energy ha realizzato il progetto dell’impianto autorizzato dalla Regione con il parere favorevole rilasciato nella conferenza di servizi dal sindaco, Luciano Lapenna.

“Ai quattro camini verrà installato un sistema di rilevamento delle emissioni collegato in rete 24 ore su 24 all’Agenzia regionale di tutela dell’ambiente”, afferma Stella, secondo cui “i quattro camini progettati in sostituzione dell’unico da 25 metri previsto nel progetto iniziale non si vedranno nemmeno. Saranno protetti dalla struttura del capannone, che occuperà 1200 metri quadri di terreno” non lontano dalla riserva di Punta Aderci.

“Lo abbiamo rilevato dalla precedente proprietaria, la signora Silvana Iacobucci, cui quel terreno era stato assegnato dal consorzio industriale. Abbiamo deciso di sostituire il progetto iniziale con uno in grado di garantire impianti più efficienti, che lavorano con olio semiraffinato. I fumi non si vedranno nemmeno. Le immissioni nell’aria – sostiene il tecnico della Costell – saranno in proporzione tale da non danneggiare la salute. Si tratta di un investimento da 10 milioni di euro, reperiti attraverso finanziamenti privati e bancari. Contiamo di ammortizzare l’investimento in 7-8 anni. Gli incentivi statali? Verranno erogati nella fase della vendita dell’energia elettrica. Su ogni megawatt prodotto ci sarà una certificazione verde. L’incentivo verrà calcolato in base al valore di Borsa e a un fattore moltiplicativo previsto dalla normativa che regola la materia”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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