vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Psi: "Città satellite, inutile speculazione"

Più informazioni su

VASTO – “Una pura speculazione finanziaria”. Il Partito socialista di Vasto boccia la proposta di costruire una città satellite al confine con San Salvo. Il nuovo quartiere per 4mila residenti che la società Sgm vuole realizzare in contrada Pozzitello divide il centrosinistra.

“In questi ultimi giorni assistiamo ad un dibattito su Piano regolatore che riteniamo sbagliato e fuorviante. Sbagliato perché condotto in modo approssimativo, fuorviante perché non si affronta nel suo complesso la problematica: si lascia intendere che la questione giri unicamente intorno ad un solo problema, quello relativo al progetto ex Sigma-Siv”, cioè la città satellite.

Lo afferma Luigi Rampa, segretario cittadino del Psi, secondo cui “prima di individuare soluzioni o dare risposte a singoli soggetti o gruppi, bisognerebbe avere contezza di quanto, cosa e come è stato realizzato il Prg vigente. Il Piano regolatore di Tagliente fu adottato nel 1999 ed approvato ad aprile 2001. Tra le premesse che accompagnavano il Prg, c’era quella che riguardava l’espansione relativa alla sola urbanizzazione abitativa che, stando alla nuova cubatura, nel giro di 12 anni avrebbe dovuto consentire alla città di arrivare ad una popolazione residente pari a circa 57mila abitanti.
Nel 2000 a Vasto i residenti erano poco meno di 35mila. Oggi la citta’ supera di poco i 40mial abitanti. Quindi il Prg, a circa 11 anni dalla sua approvazione, è lontanissimo dal suo obiettivo iniziale. Infatti, i circa 5000 nuovi residenti, di cui 2mila stranieri. Un vero fallimento”.

Sono circa 3mila 500 a Vasto gli appartamenti disabitati, mentre “l’urbanizzazione selvaggia” ha prodotto un altro effetto negativo: “Ad oggi  sono ancora tante le zone che, a fronte di nuovi edifici, sono sprovviste di strade, marciapiedi, illuminazionem, reti fognarie, come via San Sisto e contrada Frutteto, dove ancora oggi mancano le opere di urbanizzazione minima. Cosa ancor più preoccupante, l’impossibilità  finanziaria del Comune a coprire  le spese necessarie”.

Di qui il no dei socialisti alla città satellite: “Di fronte a questi inconfutabili numeri, parlare di nuove aree edificatorie, distanti chilometri dall’area attuale di urbanizzazione, ci sembra non solo un azzardo, ma è evidente che si tratta di pura speculazione finanziaria, attraverso la trasformazione di aree agricole in edificabili. Non sono sufficienti per noi giustificazioni relative al nuovo ospedale. Tanto meno gli introiti derivanti dalla realizzazione del progetto, che, nel caso, non basterebbero a coprire tutti i costi per realizzare le opere di urbanizzazione necessarie. Se è pressante la esigenza di fare cassa – chiede Rampa – perché non si considera come zona di espansione quella dell’Incoronata, in parte già urbanizzata e dove il Comune potrebbe realizzare un doppio incasso: dalla vendita dei terreni e dagli oneri di urbanizzazione?”.

Il Psi chiede all’amministrazione Lapenna di avviare un confronto con associazioni, partiti e organizzazioni sindacali. Ma soprattutto con i vastesi.

micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su