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Un viaggio tra medioevo e attualità

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VASTO – “Un avvincente racconto storico, vivo, accurato, ricco di fatti.” Così sintetizza la fatica letteraria di Mario Prignano il noto storico medievalista Franco Cardini. E, martedì mattina, gli alunni dell’ITCGT F.Palizzi di Vasto hanno potuto compiere un’immersione nella storia della Chiesa medievale, condotti per mano dal giornalista del TgUno, che – stuzzicato dalle domande del prof. Fabrizio Scampoli, moderatore dell’incontro culturale che ha visto anche la presenza del sindaco di Vasto Luciano Lapenna – ha ripercorso le motivazioni che lo hanno indotto a ricercare per due anni notizie di Papa Urbano VI, per poi condensarle in questo volume, “Urbano VI. Il Papa che non doveva essere eletto”, edito da Marietti.
“Potremmo attualizzare la vicenda dicendo che si tratta di un primo caso di ribaltone.

Quando nel 1378 – ha spiegato Prignano – dopo 70 anni di papato ad Avignone, i cardinali francesi elessero al soglio pontificio l’arcivescovo Bartolomeo Prignano, mio avo, ritennero di avere compiuto un piccolo capolavoro. Prignano era italiano, come chiedevano i romani, ma anche un uomo di curia, quindi facilmente manovrabile. Si ingannarono. Appena eletto, il nuovo papa si rivelò a tal punto diverso da come loro lo avevano immaginato, da spingerli a cercarsi un altro pontefice, provocando lo Scisma d’Occidente. Ma, soprattutto, Urbano VI si scoprì un sovrano dispotico, vendicativo, col tempo perfino sanguinario.

Tra i grandi spiriti del tempo, Caterina da Siena non smise mai di considerarlo l’autentico vicario di Cristo in Terra, ma neppure lei riuscì a cancellare le contraddizioni – e, in fondo, il mistero – della sua storia, avventurosissima e terribile. La storia di un papa che non doveva essere eletto”.

E, dopo l’excursus storico, spazio all’attualità politica e alla deontologia dell’informazione giornalistica: il caporedattore politica del Tg1 ha commentato lo svolgersi della giornata di ieri e dei fatti parlamentari. Infine, stuzzicato anche dalle domande degli alunni, ha spiegato quanto sia delicato e difficile il mestiere del commentatore politico, e come sia facile confondere cronaca e commento anche solo grazie a una parola, a un aggettivo che trasforma il racconto politico in giudizio.

Fabrizio Scampoli

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