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Casa incendiata, la polizia raccoglie le testimonianze

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VASTO – “Abbiamo sentito diversi testimoni, sia sui maltrattamenti subiti dalla donna, sia sull’incendio e sull’aggressione al nostro agente”. Cesare Ciammaichella, vice questore di Vasto, non si sbottona più di tanto. “Stiamo eseguendo le tecniche investigative previste in casi del genere. Non posso dire se siamo vicini o lontani al fuggitivo. Lo stiamo cercando”, si limita a dire il dirigente del Commissariato di via Bachelet.

Il ricercato è Makram Arfaouji, 27 anni, tunisino che si è dato alla fuga dopo aver appiccato il fuoco all’appartamento di via Lussemburgo, nel quartiere Ater di via Ciccarone. Quando il giovane ha dato alle fiamme il divano, dentro la casa c’era anche sua moglie. La donna ha raccontato agli investigatori di essere stata per anni bersaglio dei soprusi del marito. Era andata via di casa. Nell’appartamento di via Lussemburgo è tornata solo perché aveva paura che al figlio di due anni potesse accadere qualcosa. Il bimbo si trova in Tunisia, con i nonni paterni.

La foto del ventiseienne è stata inviata a tutte le Questure dello stivale. L’attenzione degli agenti si concentrerebbe principalmente sul Centro Italia. Intanto, la donna è tornata a vivere con l’amica da cui era stata ospitata quando si era decisa a troncare la relazione col marito. L’appartamento del quartiere Ater è stato posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto.

Dopo l’evacuazione di martedì sera, quando i vigili del fuoco del Distaccamento di via Madonna dell’Asilo hanno spento il rogo evitando che si propagasse anche alle altre abitazioni, i residenti sono tornati nelle rispettive case. Ma hanno vissuto un’esperienza che non dimenticheranno.

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