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Idv, Sel e Prc chiedono la verifica, cambia la maggioranza?

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VASTO – I venti di crisi nella maggioranza di centrosinistra che amministra Vasto potrebbero anche far pensare ad un cambio di maggioranza in Municipio.

Italia dei valori, Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista chiedono una verifica di maggioranza. Sono le questioni ambientali, ossia centrale a biomasse e città satellite al confine con San Salvo, a scuotere la coalizione che sostiene l’amministrazione Lapenna.

E allora, gli annunci e le dichiarazione delle setttimane scorse, partite da Domenico Molino, che parlava di dialogo con il centro, per finire con Davide D’Alessandro, che metteva in campo l’ipotesi di tesserarsi con il Pd, potrebbero trovare davvero compimento se i partiti della sinistra scegliessero di non appoggiare più Lapenna. Saranno ore di discussioni, incontri, per vedere se l’ipotizzata crisi sarà sono temporanea o se ci saranno stravolgimenti a palazzo di Città.

Ieri. Il documento – “Idv, Sel e Prc-FdS sono forze di governo di questa città da oltre 5 anni e non hanno bisogno di certificazioni di capacità e responsabilità di governo avendo contribuito, insieme agli altri partiti, alle tante azioni che hanno riportato alla guida della città Luciano Lapenna ed il centrosinistra. Nella riunione di Giunta non si è trovata la condivisione circa la scelta di inoltrare ricorso al Tar contro l’autorizzazione della Regione alla costruzione di una centrale a biomasse a Punta Penna. Restiamo fermamente convinti che le motivazioni per un ricorso ci siano, come dimostra il ricorso stesso che verrà inoltrato dal comitato cittadino sostenuto da associazioni, tra le quali WWF ed ARCI da sempre impegnate nella salvaguardia del nostro territorio, alle cui iniziative non mancherà il nostro convinto sostegno. E’ bene evidenziare che il no a questa centrale non è un no a prescindere, ma scaturisce da una seria analisi sulla tipologia della centrale e sulla sua ubicazione. Nel documento del Pd sulla centrale di Punta Penna si evidenzia la necessità di affrontare in maniera risolutiva il problema della convivenza tra aree protette e zona industriale. Facciamo subito chiarezza allora sui cupi scenari che si prospettano nell’area industriale di Punta Penna, già interessata da gravi problemi circa la qualità dell’aria: centrale a biomasse di 17MW, impianto per lo smaltimento di acidi esausti da lavorazioni industriali, stoccaggio di lavorati del petrolio, timori sulla realizzazione di un cementificio a ridosso della falesia di Punta Penna. Le energie rinnovabili sono senz’altro il futuro energetico, ma localizzazione e tipologia di impianto devono rispondere a criteri certi di sostenibilità ambientale. Riteniamo quindi i progetti citati incompatibili con il nostro territorio e con il programma sottoscritto dal centrosinistra, dove sono riportati passaggi inequivocabili di una idea di sviluppo: ‘valutazione ambientale per monitorarne gli effetti sulla collettività e prevenire costi sociali legati agli insediamenti’, ‘Si favoriranno iniziative del Comune di Vasto, capoluogo del comprensorio, finalizzate ad aggregare tale comprensorio per fare sistema sulle specificità produttive […]’; ‘Tutela del territorio e, in particolare, del mondo rurale vastese con adeguati iniziative nei comparti delle infrastrutture e dei servizi’; ‘Promozione della produzione vinicola e olivicola’; ‘Un nuovo e moderno dinamismo imprenditoriale passa anche attraverso la promozione e la realizzazione di protocolli d’intesa e partnership con associazioni e gruppi imprenditoriali e socio-culturali, anche per la riqualificazione di aree produttive. A tale proposito è assolutamente necessario comprendere se queste posizioni trovino riscontro negli altri partiti della maggioranza. Invitiamo quindi tutta la maggioranza a procedere ad una verifica che faccia la necessaria chiarezza utile a definire le molte scelte programmatiche che ci aspettano”.

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