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Questioni ambientali e rischio crisi, Lapenna: oggi dirò la mia

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VASTO – Una conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio alle 16 a palazzo di Città, per spiegare cosa sta accadendo all’interno della maggioranza. L’annuncio arriva dall’Ufficio Stampa del Comune, che annuncia la conferenza stampa del sindaco Lapenna.

La mattinata. “Pazientate fino a mezzogiorno”. Luciano Lapenna risponde al telefono, ma lascia tutti i dubbi. Il sindaco di Vasto prova a ripararsi dai gelidi venti di crisi che attraversano la maggioranza di centrosinistra, che ora rischia di andare in crisi sulla questione ambientale. 

Italia dei valori, Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista scavano un solco profondo rispetto al resto della coalizione, cioè Partito democratico e Giustizia sociale, le uniche forze politiche che, nei fronti contrapposti di una battaglia che va al di là del problema centrale a biomasse, si sono schierati dalla parte del primo cittadino.

Ieri pomeriggio un nuovo fulmine aveva già squarciato il cielo grigio di una maggioranza che dopo le elezioni non ha mai trovato la quadra. A partire dalle settimane della farraginosa trattativa sulla formazione della Giunta.

Del resto, Italia dei valori, Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e libertà erano stati chiari nel ribadire la loro posizione “sui cupi scenari che si prospettano nell’area industriale di Punta Penna, già interessata da gravi problemi circa la qualità dell’aria: centrale a biomasse di 17 megawatt, impianto per lo smaltimento di acidi esausti da lavorazioni industriali, stoccaggio di lavorati del petrolio, timori sulla realizzazione di un cementificio a ridosso della falesia di Punta Penna”. Il tutto accompagnato da una richiesta di verifica di maggioranza. Rifare il tagliando a un’auto partita a giugno non è un buon segno per un’alleanza che scricchiola da tempo.

I timori dell’ala sinistra della coalizione non erano infondati. Le questioni ambientali (Parco della Costa teatina, centrale a biomasse e città satellite al confine con San Salvo) possono trasformarsi nell’apriscatole di un centrosinistra il cui contenuto potrebbe cambiare. Del resto, nel disegnare gli scenari futuri, era stato Domenico Molino, consigliere comunale del Pd, ad aprire verso il centro: Udc, Alleanza per l’Italia, Alleanza per Vasto. E Davide D’Alessandro (ApV) si era mostrato possibilista.

La questione ambientale – In Giunta, come era prevedibile, non si è trovato un accordo sulle vie legali che Idv, Sel e Prc hanno chiesto, nero su bianco, a Lapenna. I fronti opposti si sono riproposti: Pd e Gs (4 assessori in tutto) contro gli altri tre partiti (3 assessori complessivi). Il ricorso al Tar non si farà. Anche perché, dopo il parere favorevole pronunciato dal sindaco all’autorizzazione rilasciata dalla Regione, per il Comune sarebbe una clamorosa marcia indietro, difficilmente sostenibile davanti ai giudici amministrativi. La centrale a biomasse verrà costruita. E questo non può che irritare quei partiti che sull’ambiente hanno costruito una parte importante del loro consenso elettorale. Insoddisfatti dalla perimetrazione minimalista del Parco della Costa teatina e ora costretti a ingoiare il boccone amaro della centrale termoelettrica a biomasse. Non solo. Rimane in bilico anche la decisione sulla città satellite per 4mila persone in località Pozzitello, al confine con San Salvo. Altra spina nel fianco di Lapenna, che annuncia per la tarda mattinata un comunicato in cui ufficializzerà le sue decisioni. Non è escluso un clamoroso esposto al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, all’Arta e alla Asl per chiedere se sono credibili o no gli “scenari cupi” prospettati da Idv, Sel e Rifondazione. I venti di crisi spirano sempre più forte.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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