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Perchè trattarli come ragazzi di 2ª classe?

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VASTO – Domenica sono stato a San Salvo Marina per seguire la squadra Vastese di Rugby. L’atmosfera festosa e l’ambiente familiare sugli spalti facevano eco alla durezza, per la verità neanche tanto dura, del gioco in campo.

I cappellini e i gagliardetti colorati, i commenti allegri, la ”misticanza” delle tifoserie e tutto l’intero ambiente creavano una atmosfera che ti distraeva da quanto accade in questi giorni e ti riportava in dietro nel tempo a quando da curva “San Michele” si tifava “allegramente” Pro Vasto.

Sono pochi coloro che come me sanno che a Vasto esisteva una delle prime (se non la prima) squadre di Rugby abruzzesi, come non tutti sanno che lo stadio Aragona fu anche “velodromo”.

Qualcuno mi ha invitato a scrivere qualcosa sull’argomento. Io ho tentennato poiché già persone che occupano “poltrone” in Consiglio Comunale hanno fatto sentire la propria voce e anche perché nella dirigenza della squadra c’è mio fratello. E quindi non volevo sentirmi dire che mi “accodavo” o peggio che “tifavo” per un parente.

(Mi permetto di aggiungere alla segnalazione di F.Paolo, che anche la squadra vastese di Calcio a 5 è costretta a disputare le proprie partite in casa alla palestra di Cupello. g.r.)

Oggi però, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha detto una frase che mi è sembrata tanto ovvia che mi ha fulminato: “Bisogna dare ai giovani opportunità non viziate da favoritismi”.

A causa di questa frase mi sono deciso a rivolgere a chi di dovere la domanda che già in tanti hanno posto: “perché trattare questi ragazzi (come anche coloro che vogliono fare atletica) come persone di seconda classe; cosa hanno loro meno di altri”?

Qualcuno mi ha già risposto che non richiamano pubblico e che presto questo “fenomeno momentaneo” finirà, magari dopo qualche altra sconfitta.

Io non ne sono convinto.

Francescopaolo D’Adamo

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