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Biomasse, presentato ricorso al Tar

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VASTO – Il ricorso c’è. Sarà il Tribunale amministrativo regionale a decidere se si dovrà fare o no la centrale termoelettrica a biomasse nella zona industriale di Vasto. L’istanza è stata presentata dal neonato Comitato cittadino per la tutela del territorio.

“Il comitato – si legge in una nota degli attivisti – è aperto a chiunque abbia a cuore la tutela della salute e lo sviluppo sostenibile, ambientale ed economico, del comprensorio vastese, a prescindere da ogni appartenenza ad associazioni o partiti. Chi aderisce lo fa a titolo personale.
Il Comitato intende operare vigilando ed attuando qualsiasi iniziativa utile e necessaria in tal senso non tralasciando di agire anche nei confronti di tutti gli Organi istituzionali preposti.
Oggi in particolare e considerata l’urgenza la nostra attenzione è rivolta all’installazione della centrale a biomasse già autorizzata e agli altri progetti industriali di tipo insalubre previsti o già esistenti nell’area di protezione esterna della Riserva di Punta Aderci e nelle adiacenze dell’omonimo sito SIC.
La prima iniziativa concreta è stata la presentazione di un ricorso al Tar, depositato il 14 novembre 2011, contro la Regione Abruzzo e la Istonia Energy s.r.l. per chiedere l’annullamento dell’Autorizzazione Unica rilasciata alla società per la costruzione della ormai famosa centrale a Biomasse da 4 megawatt a ridosso della Riserva di Punta Aderci.
Siamo certi che tanti cittadini sono favorevoli a questo ricorso.
Per dare voce a quanti condividono la nostra ferma opposizione a progetti che aggraverebbero ulteriormente una situazione già in parte compromessa, domenica 20 novembre (per tutta la giornata), in Piazza Diomede, inizieremo una raccolta firme.
Pertanto invitiamo la cittadinanza, le associazioni, gli operatori turistici e del commercio, la piccola pesca, le aziende agricole, i consorzi, le cooperative, i Gruppi di acquisto, i proprietari terrieri di Punta Penna, i giovani, ad aderire al progetto e partecipare  all’iniziativa in maniera concreta con la firma della petizione. Chi vuole potrà anche dare un contributo alla copertura delle spese”.

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