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"Tassa di soggiorno, rimandatela al 2013"

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VASTO – Gli albergatori la vedono come il fumo negli occhi. Il fantasma della tassa di soggiorno finirà col materializzarsi. “Ma almeno il Comune la rimandi di un anno. L’estate 2012 sarà dura”, mette le mani avanti Michele Di Chiacchio, presidente del consorzio Vasto Golfo d’Oro, che raggruppa i titolari delle attività ricettive.

La tassa – Importo minimo: un euro. Massimo consentito: 5 euro. A notte. E per ogni turista. Molti Comuni stanno scegliendo la tassa di soggiorno per fare cassa. I turisti pagano di più e con quei soldi ottengono (o dovrebbero ottenere) maggiori servizi, attrazioni, divertimenti. Tutte cose che, altrimenti, le amministrazioni non possono garantire in tempi di vacche magre. Questo dicono i Comuni.

Gli imprenditori, invece, scendono sul piede di guerra. “Una famiglia di 4 persone, a un euro a persona, spenderebbe 40 euro in più per 10 giorni di pernottamento. Con la crisi che c’è in giro, questo balzello può fare la differenza, condizionando le scelte di chi decide di andare in vacanza”, dicono gli albergatori.

“La stagione 2012 non sarà facile”, prevede Di Chiacchio. “Saremo costretti a fare i conti con le ristrettezze economiche di tante famiglie e il danno d’immagine che Vasto ha subito quest’anno con il problema fogne”.

Mercoledì in municipio si è riunito di nuovo il tavolo sul turismo. Faccia a faccia si sono ritrovati il sindaco, Luciano Lapenna, e i rappresentanti di Confesercenti, Confcommercio, Confuturismo, Fiavet, i consorzi Vasto Golfo d’Oro, Vasto Alta e Vivere Vasto Marina e associazione Amici di Punta Aderci.

“La tassa di soggiorno? Sarebbe opportuno evitarla”, ribadisce Di Chiacchio. “Il rischio è che i turisti riducano la durata delle loro vacanze. Oppure che scelgano altre località in cui questo tributo non esiste. Se proprio deve essere istituito, allora l’inizio sia fissato per la stagione estiva 2013. Dall’amministrazione comunale abbiamo ottenuto la disponibilità a destinare tutti gli introiti della tassa allo sviluppo turistico di Vasto”.

Ambiente – La questione ambientale comincia a far breccia anche tra gli operatori del comparto turistico-commerciale. Fa discutere l’autorizzazione alla costruzione a Punta Penna di una centrale termoelettrica a biomasse liquide. Un impianto che produrrà energia elettrica bruciando olio vegetale. “Stiamo ancora a parlare di turismo, quando c’è qualcuno che si danna per far sì che a Vasto venga costruira una centrale a biomasse a ridosso del mare e della riserva naturale di Punta Aderci, un’area a palese vocazione turistica”, commenta caustico Armando Aganippe, titolare di un bar del centro storico. “E’ vero che la scelta di fare la zona industriale a Punta Penna è vecchia di decenni. Ma è stata una scelta sbagliata. E non si può continuare a sbagliare”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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