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Ladri in chiesa: rubate le ostie consacrate

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VASTO – E’ un episodio che ha scosso tutta la comunità parrocchiale di San Giovanni Bosco. Ieri sera, durante la Messa delle 18.30, don Pasquale Santoro, non ha trovato la chiave per aprire il tabernacolo. Quando dalla sacrestia è arrivata la chiave di riserva ed è riuscito ad aprire, ha trovato il tabernacolo vuoto: mancavano le due pissidi che conservano le ostie consacrate.

E’ stato immediatamente avvisato il parroco, don Francesco Pampinella, che ha allertato i carabinieri e il Vescovo riferendo del furto. L’episodio deve essere avvenuto nelle prime ore del pomeriggio, quando la chiesa è aperta ma non ci sono molte persone. Poi, dalle 17, inizia ad essere frequentata.

I sacerdoti escludono che il furto sia per appropriarsi delle pissidi, di scarso valore. L’obiettivo erano le ostie consacrate. Tanto più che il meccanismo di apertura del tabernacolo è diverso dalle serrature normali. Si apre al contrario e con un delicato gioco della chiave. Gli autori del gesto hanno quindi studiato tutto: dove trovare la chiave (che è stata portata via) come aprire e come richiudere.

I carabinieri hanno raccolto le testimonianze delle persone che nel pomeriggio si sono recate in chiesa. Questa mattina, dopo la Messa delle ore 7, su indicazione dell’Arcivescovo Bruno Forte, è stata fatta un’adorazione eucaristica straordinaria, come la Chiesa indica in casi così gravi.

Per molti c’è il timore è che le ostie consacrate siano finite nelle mani di qualche malintenzionato, poichè è risaputo che le particole vengono utilizzate nelle messe nere. Un’ipotesi che però viene esclusa sia dal parroco don Francesco Pampinella che dal capitano dei carabinieri Giuseppe Loschiavo, che indaga sull’accaduto.

La chiesa dei Salesiani era stato oggetto 6-7 anni fa di un altro gesto di sfregio, anche se a distanza di tutti questi anni gli episodi non sono certamente ricollegabili. Una domenica mattina, sul marciapiede antistante la scalinata della chiesa, erano comparse scritte e simboli satanici. L’intervento tempestivo di alcuni collaboratori chiamati dal parroco aveva permesso di coprire le scritte con della  vernice nera, prima che arrivassero i ragazzi per la messa delle 9.

Giuseppe Ritucci

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