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Su Facebook l'addio: "Mario, sarai per sempre la mia vita"

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SCERNI – L’ultimo saluto scritto col pennarello sugli striscioni. Oppure lasciato sul suo profilo Facebook. Così gli amici ricordano Mario D’Ercole, vittima dell’ennesimo incidente stradale nel Vastese. Tre lenzuoli. Uno davanti alla chiesa di San Panfilo: “I tuoi occhi e il tuo sorriso rimarranno per sempre immutati”. Due ai margini di via Alighieri, il luogo dove il ventunenne meccanico di Scerni ha perso la vita. “Eri una persona davvero speciale e per quelli come te non c’è posto sulla terra. Ciao Mariù”. “Il nostro affetto per te rimarrà sempre immutato”.

Tanti hanno lasciato su Facebook i loro messaggi di cordoglio. Lo ha fatto anche Stefania, la ragazza di Mario: “Vita mia… Non potevi scegliere finale più adatto alla tua essenza. La tua grande passione.. Peccato che con te hai portato via anche il mio cuore.. Non riesco neanche ad immaginare che domani mi sveglierò senza il mio sole, senza quegli occhioni belli e quel sorriso meraviglioso che erano diventati la mia ragione di vita.. Mi ripetevi di essere forte, ma non volevi capire che eri tu la mia forza.. Fai buon viaggio amore mio grande.. Rimarrai sempre parte di me, un segno indelebile che non potrò mai cancellare.. Ti ho amato, ti amo e ti amerò per sempre più della mia stessa vita piccolo mio”.

Ieri le esequie funebri – “Questa luce, la sua luce non si spenga”. Don Mario D’Ippolito parla ai presenti. Centinaia di persone. La chiesa di San Panfilo è troppo piccola per accogliere tutti coloro che non vogliono mancare. All’ultimo saluto c’è gente di ogni età. Ma soprattutto tanti giovani. Amici di Mario D’Ercole, morto a 21 anni per una caduta dalla moto. Ma anche persone che lo conoscevano solo di vista. I ragazzi hanno preso i pennarelli e vergato su tre lenzuoli altrettanti messaggi d’addio rivolti al loro amico. Uno lo hanno affisso sulla ringhiera della gradinata d’ingresso.

Gli altri due vicino alla fontana contro cui, dopo essere caduto, il giovane e la sua moto si sono schiantati, trascinati dall’inerzia per 39 metri e 70 centimetri. Su un foglio grande di cartoncino hanno incollato 20 foto attorno alla scritta: Ciao Mario. Non ce n’è una in cui Mario non sia sorridente. In compagnia degli amici, delle persone care. Il sorriso che lenisce la mestizia per qualche secondo. Giusto il tempo di uno sguardo verso quelle foto. Espressioni felici, serene. Potrebbero essere le stesse di sabato scorso, se solo si potesse riavvolgere di 48 ore il nastro di una vita interrotta troppo preso e tagliarlo qualche secondo prima di quella tragica caduta.

La chiesa è gremita. Almeno 100 persone rimangono fuori. “Mario verrà accolto in Paradiso, ma noi dobbiamo pregare per la sua famiglia”. Sono le prime parole del parroco. “Scernesi, quanti incidenti come questo vi ricordate? Prima qualcuno ricordava gli ultimi 4 anni. Io sono qui da 47 anni. Ne ho visti tanti. Tante vittime. Tutti giovani. E vi garantisco che non ci si abitua a queste cose. Ogni volta è un colpo al cuore”. Poi il monito rivolto a tutti: “Oggi ho visto che avete fatto dei manifesti: Non ti dimenticheremo mai. Ma il tempo è un vento che spazza via tutto, strappa i manifesti. Mario aveva una luce. Fate in modo che questa luce non si spenga”.

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