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Di Giuseppe: "Lasciamo stare le formalità, troviamo l'unità"

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VASTO – Camillo Di Giuseppe, segretario provinciale del Partito democratico e commissario straordinario per Vasto. Cosa sta succedendo nel circolo di piazza del Popolo?

Niente di grave. Si tratta di normali discussioni in un momento importante, in cui il partito è chiamato a decidere per il rinnovo dei suoi organismi dirigenti.

Quando si farà il congresso con cui il Pd di Vasto eleggerà il suo leader?

Entro la fine di dicembre, non voglio che la questione vada per le lunghe. Naturalmente, per decidere dovrò sentire gli altri due commissari: Giovanni Legnini e Camillo D’Alessandro. Il Pd ha condotto un tesseramento serio. Non siamo un partito verticistico.

Ma in vista del congresso si ripropone il solito schema: lapenniani contro fortiani.

Confido nel fatto che a Vasto si possa fare un ragionamento condiviso. Vasto non è un piccolo paese dell’entroterra. E’ una città in cui è normale che il partito e l’amministrazione subiscano i riflessi di quanto accade a livello nazionale. Ma in questo quadro e nel rispetto delle regole si può trovare una soluzione.

A proposito di regole. Peppino Forte, presidente del Consiglio comunale di Vasto, non ha ritirato la sua tessera. Su questo cosa dice il regolamento? Non potrà partecipare al congresso?

Su questa vicenda, io sono dell’idea che non ne vada fatta una questione formale. Con Forte faremo un ragionamento. Lui pone un problema e lo affronteremo. Ma non mi soffermerei sulle questioni formali relative alla tessera.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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