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In centro il corteo dei bambini contro la centrale a biomasse

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VASTO – Salva Vasto dalle centrali a biomasse. Fermiamoci prima. La riserva di Punta Aderci non va maltrattata. Sono i cartelloni preparati dai bambini ad aprire in corso Nuova Italia il mini corteo anti-biomasse, mentre dentro il Politeama Ruzzi il pubblico prende posto per assistere, nel pomeriggio inoltrato di sabato, all’assemblea pubblica del Comitato cittadino per la tutela del territorio. Arrivano i relatori. In platea l’oncologo Domenico Angelucci inizia a spiegare i concetti che ripeterà sul palco: “Chi vuole costruire le centrali a biomasse – dice il medico a Vastoweb – avrà le sue ragioni, ma queste ragioni non corrispondono all’interesse di tutti, che è quello alla salute. L’esperienza insegna: bisogna bloccare la centrale prima che venga costruita, altrimenti sarà troppo tardi, com’è successo a Lanciano”.

Raccolta firme – “Le firme sono 3mila”, annuncia Michele Celenza del Comitato per la tutela del territorio, parlando alla platea del Politeama Ruzzi, dove sono sedute circa 400 persone. E’ l’assemblea pubblica convocata per dire no alla centrale termoelettrica a biomasse a Punta Penna.

“La questione ambientale”, ribadisce Celenza, che è il primo a prendere la parola, “è una questione di civiltà”. Il presidente dell’associazione civica Porta Nuova punta il dito contro l’amministrazione comunale: “Il sindaco il 31 marzo ha espresso parere favorevole in sede di conferenza di servizi e non ha detto niente a nessuno. Mi sembra incredibile che la città debba essere informata dai privati”. Poi i dati sulla distanza dalle zone abitate, “1200 metri da contrada Pagliarelli”, e dalle aree protette: il terreno di via don Pino Puglisi “si trova dentro il perimetro del Parco nazionale della Costa teatina” e sempre a Punta Penna c’è il rischio che venga costruito “un cementificio”.

Secondo Celenza, che cita alcuni dati del precedente convegno del 5 novembre, la centrale produrrà “un accumulo di inquinanti persistenti per tutti i 15-20 anni dell’impianto. Gli Ipa”, idrocarburi policiclici aromatici che scaturirebbero, “si accumulano nell’olio d’oliva”, mentre mancano da anni a Vasto attività di monitoraggio costante della quelità dell’aria: “La centralina più vicina si trova a San Salvo ed è spenta dal 2008”.

Al tavolo dei relatori l’avvocato che ha curato il ricorso, Vittorio Emanuele Russo, Gianfranco Pirone, docente dell’Università dell’Aquila, l’oncologo Domenico Angelucci e l’agronomo Nicola Giarrocco, oltre ai rappresentanti del comitato.

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