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Il Tar boccia le norme tecniche del Piano regolatore di Vasto

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VASTO – E’ una sentenza che ha del clamoroso, quella con cui oggi il Tribunale amministrativo regionale di Pescara ha annullato le Nta, norme tecniche di attuazione del Piano regolatore di Vasto.

Erano state definitivamente approvate pochi mesi fa, al termine di una lunga procedura iniziata il 23 ottobre 2007 con il primo via libera del Consiglio comunale. L’amministrazione Lapenna ne aveva fatto una bandiera della lotta contro la cementificazione di una città in cui gli alloggi disabitati sono circa 3mila 800. Le Norme tecniche di attuazione del Prg sono le regole che stabiliscono, tra l’altro, altezze e dimensioni massime dei nuovi edifici, la distanza tra di loro e dal ciglio della strada. Misure determinanti.

Le modifiche volute dalla maggioranza di centrosinistra miravano a frenare l’espansione edilizia. Mancava, però, un documento fondamentale: la Vas, valutazione ambientale strategica, che il Comune avrebbe dovuto richiedere alla Regione. Ora si riparte da zero. Come se non fossero mai state approvate le nuove Nta che riguardano le zone del Piano regolatore classificate come F.

Ma, con altri ricorsi, sono possibili effetti a cascata sull’intera normativa tecnica che, in quel caso, diverrebbe carta straccia. Il Comune di Vasto ha otto mesi di tempo per mettersi in regola, chiedendo la Vas e sperando così di salvare le Nta approvate in quattro anni. Una corsa contro il tempo.

Il ricorso – Il Tar di Pescara ha accolto l’istanza della società Icem snc di Vasto che, in base alla nuova normativa tecnica, si era vista negare l’autorizzazione a costruire un hotel da 40 stanze nell’area del terminal bus di via Conti Ricci.

Gli avvocati – Ad annunciare la decisione dei giudici amministrativi sono gli avvocati che hanno presentato il ricorso, Salvatore De Simone e Giuseppe Gileno: “Con sentenza oggi pubblicata il T.A.R. d’Abruzzo Sezione di Pescara ha annullato la variante tecnica approvata dal Consiglio Comunale di Vasto il 23 ottobre 2007.
Ha ritenuto che la modifica delle norme tecniche di attuazione, con una riduzione generalizzata degli standard edilizi, ed altresì con l’introduzione della necessità in alcune zone di strumenti attuativi, comporta palesemente un riassetto generale della pianificazione comunale, per cui è necessario il vaglio dell’impatto ambientale e la verifica della conformità ai piani sovraordinati.
In altri termini, la variante al piano regolatore generale era assoggettata alla cosiddetta Vas (valutazione ambientale strategica).
E’ stata, quindi, accolta l’impostazione esposta nei ricorsi proposti, con annullamento in toto della variante e con la condanna del Comune di Vasto al risarcimento danni ed alle spese processuali.
Gli avvocati così commentano tale importante decisione: Il Tar ha definito la portata della propria pronuncia giurisdizionale stabilendo che il Comune, in ordine all’intera variante, dovrà sottoporla alla valutazione ambientale e di conformità alla pianificazione superiore, eventualmente riesaminarla entro un tempo massimo di otto mesi dalla comunicazione della sentenza, trascorso il quale la variante stessa perderà efficacia in toto, con reviviscenza della precedente normativa”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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