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Ai domiciliari l'ex vice comandante dei carabinieri di Vasto

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VASTO – C’è anche un ufficiale dei carabinieri che ha lavorato per 5 anni a Vasto tra gli indagati dell’inchiesta del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Campobasso sulla cessione dell’area delle ex acciaierie Stefana, nella zona industriale di Termoli.

Ai domiciliari è finito Vincenzo Orlando, capitano della Compagnia di Atessa ed ex vice comandante della Compagnia di Vasto, dove ha anche diretto il Nucleo operativo e radiomobile dal 2003 al 2008.

Due i fascicoli d’inchiesta Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura di Larino, sono finiti agli arresti l’ex assessore di Termoli Antonio Malerba e il manager del Cosib (consorzio industriale del Biferno) Vincenzo Abiuso. Ai domiciliari anche Salvatore Malerba, maresciallo della Guardia di finanza di Termoli. Secondo carabinieri e magistratura, sarebbe stata falsificata una perizia relativa alle aree dell’ex acciaieria.

A carico di Orlando viene formulata l’accusa di corruzione.

Un altro filone dell’inchiesta Dark Report ha fatto scattare l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Giuseppe Grasso, ex procuratore della Corte dei conti di Campobasso, residente a Napoli, e Marco Bonacina, membro della Gestore servizi energetici spa, società pubblica che opera nei settori eolico e fotovoltaico. Complessivamente gli indagati sono 12. Nei loro confronti le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, falsa perizia, rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio, illecita acquisizione di consenso elettorale, corruzione, favoreggiamento, falsa perizia tentata, truffa aggravata, falso in atto pubblico.

Nelle indagini sono state utilizzate intercettazioni telefoniche e microspie. Due i fascicoli aperti dalla magistratura molisana: uno da 500, l’altro da 700 pagine.

La vicenda – Tutto ruota attorno a una perizia che il Tribunale di Larino affidò all’ingegner Antonio Malerba, il cui incarico era quello di stimare il valore dell’area dell’ex acciaieria, che doveva essere comprata dal Cosib. Secondo l’accusa, la perizia non sarebbe stata veritiera. Anzi, avrebbe consentito al Consorzio industriale di acquistare il terreno a un prezzo inferiore di 8 milioni rispetto alla stima iniziale. La responsabilità, secondo Noe e Procura, sarebbe dell’ingegnere, che avrebbe svolto il suo incarico di perito sotto pressione e con la complicità di Vittorio Abiuso. Un secondo filone dell’inchiesta coinvolge il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando e il maresciallo della finanza Salvatore Malerba.

Grasso e Bonacina sono, invece, finiti nel registro degli indagati perché gli inquirenti ritengono che entrambi abbiamo formato insieme ad Antonio Malerba un’associazione a delinquere finalizzata a inquinare le vicende giudiziarie e a turbare i normali processi commerciali e industriali.

Il procuratore – Le indagini condotte dal Noe e dalla Procura di Larino hanno riguardato “principalmente condotte di reato in danno dell’amministrazione della giustizia”, scrive in un comunicato il procuratore facente funzioni, Antonio La Rana. Si tratta di “condotte che, esaminate alla luce delle emergenze investigative, avrebbero portato alla contestazione di reati di corruzione in atti giudiziari e di falsa perizia rispetto a un procedimento di volontaria giurisdizione presso il Tribunale di Larino avente per oggetto la stima di un’area industriale del Comune di Termoli, la cosiddetta Ex Stefana”, che il consorzio industriale di Termoli aveva intenzione di acquistare.

“Le indagini – spiega La Rana – vedevano quale protagonista Antonio Malerba, ingegnere nominato perito dal Tribunale di Larino” in più di una circostanza. “Compartecipi”, in base agli sviluppi dell’attività investigativa, “risultavano dirigenti del Consorzio industriale della Valle del Biferno, tra cui Vittorio Domenico Abiuso, dirigente dell’area tecnica dello stesso Cosib”. Inoltre “sarebbero emerse altre vicende di penale rilevanza, che avrebbero consentito di ampliare lo spettro investigativo ad altre persone, tra le quali un appartenente all’Arma dei carabinieri, il capitano Vincenzo Orlando, attualmente comandante della Compagnia di Atessa, ed un sottufficiale della Guardia di finanza, il maresciallo Salvatore Malerba”, in servizio a Termoli. “Attraverso l’analisi delle condotte del perito Antonio Malerba – scrive il magistrato – emergevano inoltre gravi indizi di colpevolezza rispetto ad una associazione per delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione e contro la libertà dell’industria e del commercio che vedevano il coinvolgimento, come compartecipi, di Giuseppe Grasso, ex procuratore della Corte dei conti nel Molise, e Marco Bonacina, avvocato organicamente inserito nella società Gestore servizi energetici spa, struttura statale, di intero capitale pubblico, con sede in Roma, avente per oggetto funzioni di natura pubblicistica nel controllo del settore energetico”.

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