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"Municipio, telefonini sono 110. Costano 12mila euro l'anno"

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VASTO – “I telefonini del Comune sono 110. Il loro costo si aggira tra i 12mila e i 13mila euro l’anno”. L’amministrazione comunale replica a Nicola Del Prete. Troppi cellulari pagati dai vastesi. Anche a quei dipendenti che non dovrebbero avere l’utenza telefonica a carico della collettività: era stato questo il concetto espresso dal consigliere comunale di Alleanza per Vasto nel polemizzare con il Comune.

La risposta dell’amministrazione – “Il Comune di Vasto possiede circa 110 telefonini. Di questi, il 90% è abilitato solo alla rete aziendale. Significa che i dipendenti, ad esempio gli operai del settore Servizi, possono parlare con i loro colleghi: queste sono le telefonate a carico delle casse municipali. Se chiamano persone esterne, la telefonata viene addebitata al dipendente comunale che effettua la chiamata. Le uniche utenze aperte all’esterno sono quelle di assessori e dirigenti. Il gestore è Telecom, che si è aggiudicato la gara per il contratto Consip, quello con cui il Governo ha affidato il servizio di telefonia cellulare riguardante tutta la pubblica amministrazione italiana, suddividendo l’appalto in lotti corrispondenti alle regioni. Attualmente per le chiamate fino a 3 minuti il Comune di Vasto spende circa 3 euro al mese per ogni cellulare. Il direttore generale ora in pensione, Giacinto Palazzuolo, ha speso nel 2010 36 euro e 28 centesimi di traffico telefonico. Il sindaco 178 euro in 12 mesi. Siamo ben al di sotto delle tariffe che i gestori telefonici applicano ai privati cittadini. Dunque, nessuno sperpero, se si pensa che quando la polizia municipale di Vasto usava i walkie-talkie la spesa annuale era di 49 milioni e 800mila lire. Oggi con quella cifra convertita in euro ci paghiamo due anni di telefonate”. 

La polemica di Del Prete – Troppe persone in municipio telefonano con cellulari pagati dai vastesi. Lo afferma Nicola Del Prete, consigliere comunale di Alleanza per l’Italia.

“Il problema vero, almeno per Vasto, non sono tanto i gettoni di presenza dei consiglieri comunali, fermi alle 30 euro del 2001, o uno stipendio da assessore di 600 euro”, sostiene l’esponente del partito di Rutelli. “Il vero problema sono le spese superflue: i telefonini a carico dei vastesi anche a dipendenti che non hanno alcuna responsabilità gestionale, gli affitti di beni immobili del patrimonio pubblico a prezzi risibili, la mala gestione del patrimonio pubblico e la sua non utilizzazione a fini produttivi, le spese per società o istituzioni di cui potremmo fare a meno, contratti da rivedere per l’erogazione di servizi essenziali, una politica più accorta sulle spese si personale. Cominciamo – dice Del Prete – da questi tagli e vedrete che anche l’Irpef allo 0,8 può essere digerita. Magari con l’Alka Seltzer, ma può essere digerita”.

Sull’aumento dell’addizionale Irpef, Domenico Molino (Pd) getta acqua sul fuoco: “Mi auguro – dichiara – che non siano né lacrime, né sangue. E’ un atto sofferto, ma dovuto. Credo che i vastesi capiranno che non era nostra intenzione tartassarli”.

In una nota il Comune parla di “scelta responsabile e sofferta che la maggioranza ha ieri portato a compimento nasce dalla necessità della contingenza del momento che vede gravare sugli enti locali i 2/3 della Manovra salva Italia del Governo Monti e dei precedenti Governi a guida Berlusconi.

Con atto successivo il Consiglio comunale ha anche impegnato il Sindaco e la Giunta ad attuare all’interno dell’impianto di Bilancio di Previsione 2012 azioni di sostegno a beneficio degli anziani, delle famiglie, dei giovani, e dei meno abbienti, utilizzando parte delle maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’Irpef.

In un momento in cui il Consiglio Regionale aumenta l’Irpef regionale dello 0.36%, il Comune di Chieti passa dallo 0.66% al 8% e quindi le politiche del centro destra abruzzese sono speculari a quelle adottate all’amministrazione di Vasto e della stragrande maggioranza dei comuni abruzzesi, resta incomprensibile l’atteggiamento del centro destra vastese che a differenza vota contro gli aumenti IRPEF al solo fine di voler cavalcare in maniera irresponsabile una sterile contrapposizione ingannevole e che nulla ha a che fare con la richiesta di responsabilità e rigore che i cittadini chiedono alla politica. E’ da rimarcare, invece, l’atteggiamento responsabile del capogruppo di Alleanza per Vasto Davide D’Alessandro invitando la maggioranza ad avere maggiori attenzione alle fasce della popolazione più svantaggiate.

L’aumento che genera una maggiore entrata di circa un milione 200mila euro va a compensare i minori trasferimenti dello stato centrale al comune di Vasto che si aggirano per l’annualità 2012 a 3 milioni 900mila euro circa”.

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