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Pilkington, Cobas: "Che fine faranno 103 precari?"

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VASTO – “Con questo accordo 103 lavoratori precari della Pilkington andranno a casa”. A lanciare l’allarme è Domenico Ranieri, segretario provinciale della Confederazione Cobas.

L’oggetto del contendere è la penultima delle 14 pagine in cui è suddiviso l’accordo siglato dall’azienda con Cgil, Cisl e Uil. Un’intesa che prevede sacrifici per i lavoratori. “Siamo fortemente contrariati per i metodi e le decisioni prese”, attacca il sindacalista. “Questa intesa prevede la stabilizzazione di 35 interinali, mentre altri 103 andranno a casa. Alle assemblee ha votato solo una minoranza di lavoratori. Molti altri erano in cassa integrazione, altri ancora non erano di turno al momento in cui si sono tenute le riunioni. E poi ci sono i tanti che, pur partecipando alle assemblee, non hanno votato. Questo è un sintomo evidente dei malumori che serpeggiano in fabbrica. Noi Cobas non veniamo nemmeno convocati alle riunioni tra azienda e sindacati. Contestiamo metodi e decisioni. Questo accordo apre nuovi scenari per i precari e le future assunzioni. Bisognava fare un referendum per per far partecipare tutti i lavoratori ai processi decisionali”.

E’ la pagina 13 dell’ipotesi di accordo firmata da azienda e sindacati confederali e presentata nelle assemblee di fabbrica a scatenare le polemiche: “Le parti – si legge nel documento – con lo spirito di non disperdere le principali competenze presenti in azienda con contratto di somministrazione e con la volontà comune di procedere ad ulteriori percorsi di progressiva stabilizzazione fino a un massimo di 103 assunzioni, s’impegnano fin d’ora a richiamare in caso di necessità produttive il personale somministrato presente alla data odierna, secondo criteri di anzianità e di eventuale specifica professionalità, con l’obiettivo di traguardarne la trasformazione in contratto aziendale allo stabilizzarsi delle necessità produttive originate dall’acquisizione di nuove commesse che saranno verificate puntualmente con il comitato esecutivo della rappresentanza sindacale unitaria di stabilimento”.

E’ la frase “richiamare in caso di necessità produttive” a scatenare l’ira dei Cobas. “Significa che con questo accordo – afferma Ranieri – 103 lavoratori precari vanno a casa”.

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