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Rucci (Cgil): "Ecco perché abbiamo firmato l'accordo"

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VASTO – “Anni fa con gli stabilimenti Primo e Bravo”, entrambi della galassia Pilkington, “sono stati conclusi accordi analoghi. I risultati sono arrivati in termini di lavoro. Di questa intesa siamo soddisfatti perché, a differenza di quanto accade alla Fiat, si mette al centro il contratto collettivo nazionale di lavoro”.

Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Filctem-Cgil, difende il patto tra azienda e sindacati confederali. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato il 7 dicembre scorso il documento che chiede sacrifici soprattutto agli operai più giovani, che avranno un salario inferiore ai loro colleghi, ma anche a tutti i lavoratori, che usufruiranno di pause più brevi rispetto a quelle attuali.

La crisi – “Nelle multinazionali come Pilkington si vive una fase di forte competizione interna”, afferma Rucci. “A breve partiranno le aste per aggiucare la produzione alle varie aziende del gruppo. Se non avessimo stipulato questo accordo, saremmo rimasti inermi di fronte agli stabilimenti Pilkington di Spagna, Germania e Polonia, dove i Governi nazionali hanno varato provvedimenti finalizZati a garantire crescita, competitività e ad abbassare il costo del lavoro. La Polonia gode ancora dei finanziamenti europei del cosiddetto ex Obiettivo 1. In Italia non è stato fatto nulla per rendere competitive le nostre aziende. L’accordo quadro che abbiamo stIpulato serve a dire: anche a San Salvo vogliamo nuove produzioni e, dunque, riportare nel sito di Piana Sant’Angelo lavorazioni che in genere garantiscono una marcia degli impianti per 5-6 anni di fila. Per questo chiedo a chi ci critica: come facciamo a stabilizzare i lavoratori precari, se non siamo competitivi al punto tale da incrementare la produzione a San Salvo?”.

I sacrifici – “La Cgil rivendica un obiettivo raggiunto: aver rimesso al centro delle trattative il contratto collettivo nazionale di lavoro, cosa non più scontata nel settore automobilistico. Basta guardare a quanto è accaduto in Fiat. E’ chiaro che su qualcosa dovevamo cedere. Abbiamo tenuto fermo il contratto nazionale e consentito di derogare alla contrattazione di secondo livello”, cioè i premi di produzione inseriti nel contratto aziendale Pilkington non verranno applicati ai nuovi assunti, che prenderanno solo la paga prevista dall’accordo nazionale del settore vetrario. “I due premi previsti dal contratto nazionale verranno erogati anche ai lavoratori di nuova assunzione, che però non percepiranno la quota di salario legata alla produzione”.

Pause – Tranne che per i lavori usuranti, le pause saranno più brevi nell’arco delle 8 ore giornaliere. “Abbiamo, però, fatto distinzione tra il lavoro sulle linee produttive e quello fuori linea”, sottolinea Rucci. “Eventuali modifiche verranno determinate dall’apposita commissione che sarà istituita per monitorare la situazione. Per questo non abbiamo affisso il documento nelle bacheche aziendali. Non per occultarlo agli occhi dei lavoratori, ma semplicemente perché c’è una parte ancora suscettibile di modifiche”.

Tagli – “Non siamo soddisfatti sulle politiche di risparmio annunciate dall’azienda”, dice il segretario provinciale della Filctem-Cgil. “La dirigenza ha dichiarato di voler creare un unico magazzino, rivedere gli incarichi di consulenza e monitorare i consumi giornalieri per eliminare tutto il superfluo. Non basta, ma sono state previste verifiche ogni 2 mesi. Questo ci consentirà di controllare. Nel medio periodo produrranno benefici gli accordi su sicurezza, materiali, energie e pannelli fotovoltaici con cui rifare il tetto della fabbrica. Certo è che le istituzioni sono latitanti. La politica dovrebbe dare risposte sulla chiusura dello scalo ferroviario di San Salvo e sulla sinergia col porto di Vasto. Quello dei trasporti è un capitolo di spesa con prezzi altissimi”.

Precari a rischio – “Sono state programmate due settimane di cassa integrazione ordinaria. Appena la produzione tornerà a salire, verranno riassunti con contratti di apprendistato i primi 35 lavoratori precari. Se si tornerà a lavorare su 4 turni, potranno rientrare anche i 103 interinali che a fine cassa integrazione non vedranno rinnovato il loro contratto. Per stabilizzare i lavoratori bisogna far crescere la produzione. E questo lo si può fare solo rendendo competitivo lo stabilimento di San Salvo, che ha una carta importante da giocare: qui entra la sabbia”, ossia la materia prima, “ed esce il prodotto finito. E’ una peculiarità di questo sito produttivo. Per preservarla, dobbiamo anche e soprattutto chiudere il prima possibile la vertenza Flovetro. La Pilkington di San Salvo ha bisogno del vetro prodottro da questa importante azienda satellite. Altrimenti diventerebbe un problema grosso importare materiale di spessore sempre inferiore e, dunque, a maggiore rischio rottura. Per consentire a tutti gli interinali di rimanere in fabbrica, abbiamo provato a lanciare il concetto di solidarietà: tutti in cassa integrazione per tenere dentro anche i più giovani. Ma questa proposta non è stata condivisa dai lavoratori”, tutti alle prese con la crisi che mina alle fondamenta la stabilità economica delle famiglie.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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