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Loschiavo: "Lo straniero l'abbiamo arrestato noi"

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VASTO – Lo straniero che ha picchiato la donna da cui era stato ospitato l’abbiamo arrestato noi. E’ il concetto espresso dal capitano dei carabinieri di Vasto, Giuseppe Loschiavo, “a parziale chiarimento ” del comunicato con cui ieri il dirigente del Commissariato, Cesare Ciammaichella, annunciava l’arresto. La precisazione è contenuta in un secondo comunicato, che Loschiavo ha inviato stamani via e-mail alle redazioni. Si conferma l’atavica rivalità tra forze dell’ordine.

“A parziale chiarimento di quanto comunicato dal dirigente del Commissariato di Vasto e per completezza di notizia, si comunica che Smarandeanu Nicolae, 35enne, romeno, arrestato dai carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Vasto, coadiuvati dalla pattuglia del Commissariato di pubblica sicurezza, la notte del 21 scorso, per resistenza, oltraggio e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza della caserma di Piazza Della Chiesa, ieri mattina è comparso davanti al Tribunale di Vasto per essere giudicato con rito direttissimo.
Il Tribunale, al termine dell’udienza, ha emesso una sentenza di condanna nei confronti del cittadino romeno, a due mesi e venti giorni di reclusione, rimettendolo immediatamente in libertà e sottoponendolo all’obbligo di presentazione ogni giorno alla polizia giudiziaria.
Smarandeanu, dopo aver picchiato una donna, A. O. ucraina 41enne residente a Vasto, che gli aveva dato temporaneamente ospitalità nel suo appartamento, provocandole lesioni giudicate guaribili in sette giorni, all’arrivo dei carabinieri aveva assunto un atteggiamento ostile e minaccioso, rifiutandosi di fornire le sue generalità”.

Secondo Loschiavo, “l’episodio in questione rappresenta un caso concreto del tanto discusso decreto cosiddetto svuota carceri, nella parte in cui prevede che per reati minori, gli arrestati non devono essere più tradotti in carcere in attesa del giudizio direttissimo, ma devono essere obbligatoriamente trattenuti nelle camere di sicurezza delle caserme e degli uffici delle forze di polizia, in attesa del processo, che dovrà svolgersi entro le 48 ore successive”.

 

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