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Far rinascere la Pro Vasto: 25 euro a testa per l'azionariato

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La missione di riportare il calcio a Vasto continua. La settimana prossima ci sarà una nuova riunione (data, luogo e orario sono ancora da definire), in cui verranno resi noti tutti i dettagli dell’iniziativa e quelle che saranno le mosse future in merito all’azionariato popolare.  L’idea è venuta al consigliere regionale Antonio Prospero, che ha deciso di seguire l’esempio della città di Mantova, dove la società locale è rinata dopo il fallimento, grazie all’intervento di una cooperativa creata dai tifosi.

Le adesioni che sono arrivate fino ad ora, di persone disposte ad entrare nel comitato per la nuova Pro Vasto, sono circa una trentina, ma sono ovviamente destinate a salire nel momento in cui verrà dato maggiore risalto all’iniziativa, soprattutto attraverso il sito internet, dal quale sarà possibile sottoscrivere la propria quota al prezzo di 25 euro.

“L’obiettivo – ha detto Prospero – è quello di riportare a il calcio a Vasto, guardando sia l’aspetto sportivo che quello economico, con un progetto serio. Per adesso stiamo definendo alcuni punti, ma abbiamo le idee chiare”. E a chi sostiene che si tratti solo di un’operazione politica replica: “Non c’entra niente, è solo passione, non ci sono altri fini, vogliamo una squadra di calcio della nostra città”.

In questo momento non si conosce ancora la categoria alla quale potrebbe essere iscritta la nuova compagine: “Male che vada si dovrebbe fare la Promozione, ma non è escluso che si possa ambire anche a qualcosa di più. Certamente non si partirà dalla Terza Categoria, altrimenti non lo avremmo fatto”.

Chi vorrà potrà aderire con una o più quote, non ci sono limiti, il voto però sarà sempre uno, come le regole delle cooperative di questo tipo impongono. Per le sottoscrizioni, in attesa del sito web, è possibile rivolgersi a Nino D’Annunzio al numero 3397813101. Il comitato per la nuova Pro Vasto, non è ancora una cooperativa, ma un gruppo che lavorerà per convocare l’assemblea costituente.

Proprio D’Annunzio ha spiegato che: “I soci potranno impegnarsi a trovarne altri, perché questo vuole essere un progetto di coinvolgimento totale del territorio. Agli imprenditori verrà chiesto un contributo maggiore, perché è un dovere morale che hanno, ma non sono obbligati, possono comunque sottoscrivere la quota minima”.

L’importante è che la maggioranza resti ai tifosi: “La cooperativa deve avere la maggioranza delle quote all’interno della società sportiva, in modo che sia sempre tutto sotto controllo e si evitino sorprese poco gradite”. Se infatti la maggioranza dovesse andare ad un singolo soggetto, questo potrebbe anche decidere di abbandonare e lasciare scoperta una quota importante, come accaduto proprio a Mantova.

Giuseppe Mancini

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