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Morte di Lucio Dalla, la poesia del vastese Antonio Colella

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VASTO – A Lucio Dalla, che venne dal mare. Si intitola così la poesia scritta da un vastese, Antonio Colella, sull’onda emotiva dell’improvvisa morte del celebre cantautore:

A Lucio Dalla, che venne dal mare

Lucio che venne dal mare,
A Termoli ci fece sognare.
Oggi, primo marzo, tremenda,
come un pugno nello stomaco
la notizia mi giunge: Lucio non è più!
E, mi sembra, improvvisa, di sentire, Lucio,
il fruscio assordante di un’onda impetuosa,
del nostro “Adriatico selvaggio”,
che meravigliosamente hai saputo cantare.
E mi rivedo ventiseienne, felice e sognatore,
in quella formidabile estate 1975,
nella “Piazza del Popolo” di Vasto,
che ti offre un panino con la “scapece”,
alla “festa dell’Unità”.
E ti rivedo, per l’ultima volta,
allegro, ma severo, su quel canotto rombante
nel porto di Termoli.
Era il 7 di maggio, soltanto 10 mesi fa,
e venisti non come cantante, ma come “cittadino”!
Ci parlasti delle tue amate “Tremiti”,
di “Gesù bambino”, del  ’77
e di com’era “profondo il mare”.
Come non riandare col pensiero, quel giorno, Lucio
A “San Remo ‘71”, a 4.3.43?
Avevo 22 anni e la canticchiavo in riva al mare
Alla ragazza dai capelli corvini
nell’improbabile speranza di farmi notare,
il suo cuore era altrove, e dopo tre anni,
non volli più aspettare.
Eravamo in tremila, e ci facesti sognare!
Grazie Lucio, grande come il tuo mare,
amico e compagno d’Italia che soffre, che canta e resiste;
libero, come i tuoi gatti di “Piazza Grande”,
generoso menestrello d’amore,
cantore di vita, di bellezza, di progresso e di pace.

Vasto, 01/03/2012           Antonio Colella

                                 

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