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Opinion street per migliorare "una città dormiente"

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VASTO – Un nuovo percorso di opinion street che sia in grado di coinvolgere il maggior numero di cittadini per migliorare la società e rendere più vivibile la città, con un insieme di incontri, confronti e progetti da portare avanti insieme, sulla scia di quanto già avviene in alcune metropoli. Un percorso che parte dalla strada, unendo le forze per lavorare tutti insieme.

Questo l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto presso la nuova libreria di Vasto con protagoniste Miranda Sconosciuto e Emanuela Petroro che hanno prima voluto raccontare la loro esperienza all’interno del nuovo complesso del carcere di Rebibbia a Roma con Folco Terzani, primo di una serie di incontri che porterà anche altri scrittori a fare visita nelle carceri. Un momento che ha segnato in positivo le due donne, che ricordano tutti gli attimi di quel giorno con grande intensità, anche per via del modo di essere molto spirituale dell’uomo. Lo scrittore, figlio di Tiziano Terzani, è l’autore del libro A piedi nudi sulla terra, nato dall’incontro che ha avuto in India con l’asceta italiano Baba Cesare.

Quello di oggi è stato l’inizio di un nuovo percorso che prevede appuntamenti durante tutti i primi sabati del mese. “Vorremmo che la città prendesse consapevolezza – ha dichiarato Miranda Sconosciuto – delle tante persone che sono disperate e che non riescono a superare le difficoltà. C’è bisogno di una progettualità diversa, questo progresso statico non porta a nulla. Tutto ciò che facciamo è senza un ritorno economico, solo per passione. Vorremmo portare degli scrittori in città e girare nelle scuole anche con artisti di strada per coinvolgere i più giovani”. Questo avverrà anche con l’aiuto del Lions Club Adriatica Vittoria Colonna di Vasto che aiuteranno nella promozione dell’iniziativa che si chiama Scrittori oltre i muri. 

“Vogliamo diffondere questo movimento perchè può attecchire anche in Italia – ha affermato Emanuela Petroro – e ci tengo a ribadire che facciamo tutto senza alcun finanziamento, le persone che partecipano lo fanno gratuitamente. Ci vuole la passione, non deve essere un lavoro e non vogliamo fare politica, non è una ribellione e non vuole essere nemmeno violenta”.

L’intenzione è quella di far crescere questo gruppo, che nasca dalla strada, per confrontarsi, ma senza alzare la voce, trovando la forza della condivisione, raccontando quanto avvenuto e invogliando altri a partecipare. Al termine si è discusso di varie  tematiche, come quella del lavoro giovanile e i modi attarverso i quali è possibile migliorare e far crescere sotto tutti i punti di vista quella che è stata definita “una città dormiente”.

Giuseppe Mancini

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