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Puccioni, critiche da destra e da sinistra: il clima si surriscalda

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VASTO – Critiche da destra e da sinistra per Cesare Puccioni. Il presidente di Federchimica e titolare dell’azienda che produce concimi a Punta Penna ha difeso nei giorni scorsi il progetto di centrale a biomasse quello di cementificio, passando al contrattacco nei confronti di quegli imprenditori che hanno sposato la causa degli ambientalisti contro i nuovi insediamenti industriali a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci. Puccioni ha anche annunciato la presentazione di un dossier alla Procura di Vasto su presunte attività commerciali irregolari a Punta Penna.

Massimo Desiati (Progetto per Vasto) – Secondo Desiati, il numero uno di Federchimica “non può utilizzare gli argomenti di cui alla sua intervista per far pressioni in ordine alle scelte politiche di gestione del territorio. Sull’area produttiva di Punta Penna, insistono, da anni, attività che producono reddito e lavoro per decine di operatori commerciali che hanno fatto investimenti ed anche dato lustro all’economia cittadina. Se anomalie esistono nell’assegnazione dei lotti in quella zona, si pensi piuttosto a sanarle per garantire l’armonia delle attività d’impresa ed evitare l’ulteriore impoverimento della nostra città, oltre al maggior rispetto delle sue caratteristiche ambientali.
Le scelte strategiche di sviluppo economico del territorio appartengono alla Politica ed il coinvolgimento, nell’operarle, di portatori d’interesse, pubblico o privato, deve avvenire nei modi democraticamente rilevabili in ossequio ai principi di partecipazione e concertazione. Si pensi, piuttosto, ad individuare strumenti idonei alla gestione delle aree interessate, non senza prendere atto che l’iniziativa del “Patto per il Territorio” lanciata dal Sindaco Lapenna, ha già mostrato tutti i suoi limiti proprio a causa delle dichiarazioni del Presidente Puccioni che, soggetto importante al fine della sottoscrizione del “Patto”, non mostra di essere alla ricerca di condivisioni. Affinché l’amministrazione comunale vastese possa addivenire a soluzioni partecipate, è indispensabile che svolga il proprio ruolo con autorevolezza e senza soggezioni di qualsivoglia natura”.

Rifondazione comunista – “Le minacce lanciate senza mezzi termini ai piccoli e medi imprenditori dell’area di Punta Penna, la cui sola colpa è quella di aver espresso ragionate perplessità in merito ai due impianti in progetto da Puccioni, non saranno certamente in stile mafioso, ma sicuramente hanno il tono di chi sa di godere di una posizione di potere in ambito industriale e, di riflesso ed in senso lato, politico.
Più che il primo rappresentante di un settore industriale, Puccioni appare come un padre padrone a cui i piccoli imprenditori devono ubbidire.
A noi pare che quegli imprenditori, che si sono incontrati pubblicamente per discutere e capire quali scenari si stiano prospettando per Punta Penna, abbiano dato dimostrazione di sensibilità per le sorti di un ambiente nel quale vivono e lavorano, dell’aria che loro stessi e i loro figli e nipoti saranno costretti a respirare e del mare della cui bellezza oggi possono godere.
Una sensibilità per l’ambiente di Punta Penna che forse Puccioni non può avere, lanciando i suoi strali da centinaia di chilometri di distanza da Vasto”.

Redazione Vastoweb

 

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